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Articoli marcati con tag ‘Impegno sociale’

Gardaland: parco divertimenti ma non per tutti!

Prendo spunto da un post dell’amica Mizaar per portare alla vostra conoscenza una regola che riguarda il famoso parco divertimenti di Gardaland  sintetizzata magistralmente da Antonella per conoscere anche la vostra di opinione.

La mia, sapendo come affronto il tema delle discriminazioni in genere, penso la possiate immaginare.

Da un lato riconosco all’organizzazione il diritto di tutelarsi nei confronti di possibili incidenti o altro possa accadere ai loro ospiti ma credo anche che, se così misericordiosamente “buona” e preservativa è la finalità della loro scelta, sia un gran peccato che non venga estesa a tutti i fruitori dei loro servizi.

Giusto quindi richiedere un certificato di sana e robusta costituzione o di idoneità allo sport a tutti e non solo dare per scontato che le disgrazie possano accadere solo a persone con marcati tratti somatici.

Spero e mi auguro tutte le persone che leggeranno queste righe e che si dichiarano socialmente sensibili, si ricordino questa vicenda la prossima volta che metteranno piede in questo luogo o, meglio ancora, da oggi abbiano un motivo in più per non andarci!

Buon divertimento invece a tutt* coloro che continueranno ad andarci e un piccolo invito a godere appieno di tutto il divertimento perchè trattasi di privilegio a quanto pare che non hanno tutt*!

Affido al vostro buon cuore la diffusione di quanto accaduto, grazie.

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AAA AMICI DEGLI ANIMALI (e nemici della Tremonti) CERCASI!

E’ di pochi giorni fa la notizia che, in Svizzera, se non si pagava la tassa di possesso dell’animale lo stesso veniva soppresso dalle autorità competenti. Per fortuna (e per logica e buonsenso) la notizia s’è rivelata una bufala e l’allarme è rientrato. Ma questo, appunto, è successo in Svizzera…

In Italia le cose vanno in maniera leggermente diversa, purtroppo. Protagonista di questa linea niente popo’ di meno che tale Angiola Tremonti, sorella del ministro Giulio, l’uomo che da come parla sembra abbia un nodo alla cravatta che impedisca il corretto afflusso di sangue al cervello. Ebbene, la sig.ra Angiola, A SUO DIRE pensate un po’ anche ‘animalista convinta‘, non ha voluto evidentemente essere da meno del fratello in tema di popolarità, è entrata in politica e da consigliere comunale di minoranza al comune di Cantù ha pensato bene di proporre… leggete voi stessi:

«Si dovrebbe arrivare a prendere la decisione per cui gli animali che non vengono adottati entro un determinato periodo di tempo vadano soppressi, visto che oggi ci troviamo in una situazione in cui ci sono famiglie canturine che non hanno da mangiare».

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Cento passi per ricordare, cento passi per non farli sentire soli!

Sono momenti bui, da tempo purtroppo. Argomenti di cui s’è sempre parlato come mafia, camorra e ndrangheta sembrano più che mai tornati d’attualità. Qualcuno per lungo tempo ha voluto farci credere con questo o quell’agnello sacrificale di turno che we can, potevamo farcela ma credo che questi sono veri e propri cancri per la nostra società e per il nostro Paese. Sono realtà che si fondano su violenza e corruzione e per quel che mi riguarda sono due ingredienti della quotidianità di cui faccio volentieri a meno.

Oggi è un giorno importante per la memoria storica del nostro Paese. Il 9 maggio del 1978  fu una delle pagine più buie della storia recente del nostro stato, fu il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro e fu il giorno in cui  in Sicilia la mafia assassinò un ragazzo allora pressoché sconosciuto che aveva avuto il coraggio di ribellarsi e, cosa ancora peggiore, aveva convinto altri giovani a seguirlo in questo suo sogno. Se oggi esiste una Sicilia giovane e sana (vedi i ragazzi Gela) che danno ancora una speranza per un paese ed una società migliore lo dobbiamo soprattutto a persone come Peppino Impastato.

Questo brano è dedicato a lui e a tutti coloro che in quella terra (facile farlo da qui)
hanno avuto ed avranno il coraggio di dire NO ALLA MAFIA
ed è un modo come un altro per dirgli che non sono soli.

(clicca sulla freccia per ascoltare il brano)

PEPPINO IMPASTATO

Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978

Right to play ovvero quelli tra sport, politica e realtà

Vi confesso che sono un po’ stanco di riforme, razzismo, xenofobia, crisi economica . Ne parlano già in tanti, sembrano tutti sapere tutto, dicono cose giuste e belle ma poi nei fatti? Ed allora, visto che al momento non mi sento di avere nessun valore aggiunto da apportare (e magari anche voi avete voglia di qualcosa di più “leggero” da leggere) vi parlerò di tutt’altro.
Tutti voi sapete del mio amore per lo sport, inteso non solo come attività fisica ma anche e soprattutto per quella che a mio avviso non deve mai venire meno e cioè la sua funzione educativa. Purtroppo in una società sempre più finalizzata al proprio io ed al risultato spesso questo viene inevitabilmente meno ma io continuo a crederci ed è per questo oggi vi  voglio raccontare una storiella.

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UGUALI si, ma da alcuni sono diverso!

IMG_4794Rientro dopo qualche giorno di latitanza dovuta alla totale mancanza di tempo da dedicare a questo blog in queste settimane passate. Non voglio dirvi in che “misura” l’organizzazione della manifestazione UGUALI di Roma m’ha visto impegnato, ma, credetemi, così è stato.
Nelle intenzioni avrei voluto parlarvi e raccontare a chi non c’era la giornata di sabato, ma per una volta mi dichiaro dubbioso di riuscire a trasmettervi anche solo una parte delle sensazioni e delle emozioni che ho provato. Quindi chi fosse interessato lo rimando al sito di pdcitv sul quale potete trovare i filmati degli interventi sul palco. Non ci sono culi e tette da vedere ma ci sono esperienze di vita vera. da ascoltare. Non troverete il minuto di raccoglimento per le vittime di Messina, che la conduttrice ha chiesto ed ottenuto essere di VERO silenzio e dispiace perché vi avrebbe fatto capire il clima e l’atmosfera che regnavano sabato in piazza della Repubblica. Non troverete neanche purtroppo quella di Dino (il ragazzo accoltellato a Roma) e il lungo, lunghissimo e sincero applauso che ha seguito il suo intervento e ha emozionato non solo lui ma un po’ tutti i presenti.

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Firmiamo e impariamo

Ricevo stamane l’invito a firmare (fatto!) e diffondere l’appello promosso dalla ACP (Associazione Culturale Pediatri) per tentare di fermare la proposta della Lega Nord di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati, compresi i bambini, sprovvisti di permesso di soggiorno. Non aggiungo altro e chi fosse interessato clicchi qui per saperne di più e firmare l’appello.

Una piccola nota. Questo ed altri appelli girano con “associata” questa poesia attribuita a Bertold Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)

Ebbene, invito tutti a non citare ‘ad minkiam’ testi altrui e leggersi questo breve passaggio di un nostro amico blogger tanto per non fare come… Mastella con Neruda, no!?

Il 20 novembre io mi unisco a loro e Voi?

Questo blog è di base contrario alle “giornate per” perchè credo che determinati argomenti e certe situazioni vadano ricordati e rispettati sempre ma così non è. Ed allora facciamo così, della “giornata per” più che del bannerino o di questo o quel link, proviamo a prenderne l’essenza, cioè l’argomento e se ci interessa proviamo a capirci di più.

Chi mi segue da tempo sa che per abitudine cerco di parlare sempre di argomenti che in un qualche modo sento “miei” o che sanno in qualche modo farmi pensare. Le ingiustizie sono la mia passione, quelle associate all’ignoranza ed alla cattiveria che volete fare, mi “affascinano”. Nel mondo purtroppo non mancano ma quante volte si ha la possibilità di capirne l’esatta portata? Poche credo ed impossibile farlo se non per conoscenza in qualche modo “diretta” del tema. Ebbene così come la conoscenza di Katia a suo tempo mi aveva sensibilizzato sul caso di Carlo Parlanti e  CI (siamo stati 60 blog!) aveva fatti muovere  anche stavolta è stata la conoscenza di una persona a darmi l’esatta portata dell’argomento di cui vi parlo oggi. E, mi conoscete, quando mi rendo conto di non conoscere abbastanza un argomento e trovo chi ha molte (no, tutte non le ha, perchè è un essere umano) risposte bè mi ci appassiono. Ma veniamo al tema.

Il 20 novembre è la ‘Giornata della memoria transgender’ per ricordare le vittime transessuali e transgender che sono state assassinate nel mondo per odio o pregiudizio transfobico. Le vittime sono sempre troppe a prescindere e le classifiche in tema non mi piacciono e non hanno senso, ma se mi permette un’opinione credo che morire per pregiudizi legati alla propria identità di genere ed al proprio orientamento sessuale sia uno dei modi che non possono non far scattare, almeno per il momento della lettura di un post, qualcosa dentro di chi sostiene di essere sensibile. Conosco ormai i lettori di questo blog e sono certo che per molti di loro sarà così, quindi cedo con molto piacere questo piccolo spazio del blog al comunicato stampa (che Vi chiedo di leggere) ed alla locandina dell’evento convinto che saprete cogliere il senso:


(clicca l’immagine per ingrandirla)

Come dice una canzone a me cara questo è

…Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno / qualcuno che da giorni mesi anni sta lottando / contro chi di questo stato na gabbia sta facendo / reprimendo ascolta dico reprimendo / chi da solo denuncia e combatte sti fetiente /e sa bene che significa emarginazione…

E proprio a questo qualcuno a me sicuramente caro va il mio pensiero oltre che il mio piccolo sostegno.
Comunque riprenderemo il discorso su questo argomento in futuro perchè non penso d’essere l’unica persona che si è scoperta ignorante in materia. Ma si sa, spesso con un po’ di sensibilità e di buona volontà, l’ignoranza si può sconfiggere!

Chi ama gli animali mi segua!

La notizia è di una settimana fa circa, mi sono permesso di verificarla perchè ero incredulo ma, ahimè, risulta terribilmente vera anche se al momento lor Signori non hanno ancora risposto alle mie mail di richiesta spiegazioni. Potrebbe anche essere che non intendano darmene, non so.
Il Comune di Vivaro, provincia di Pordenone, ha fatto domanda alla Regione Friuli Venezia Giulia di poter abbattere i cani presenti nel suo canile una volta passato un anno dal ritrovamento. Motivazione (tenetevi forte) “eccessiva la spesa di 10mila euro l’anno necessarie al mantenimento del canile(link alla notizia)

Lo so, in un epoca in cui chi fa campagna elettorale è così distante dalla realtà da promettere l’abolizione dell’Ici riducendo le già esigue entrate di questi piccoli comuni tirare avanti per loro è molto difficile. I “tagli” si impongono giocoforza, che però vadano nella direzione di sopprimere degli animali bè, questo francamente NON LO ACCETTO! Non credo proprio che 10.000 euro l’anno possano cambiare la vita dei ‘vivaresi’ mentre, al contrario, quest’iniziativa sicuramente li mette in cattiva luce e non poco.

Cosa possiamo fare qui davanti questo video? Sinceramente non ho un’idea precisa. In primis (doveroso!) vi invito a  diffondere il più possibile questa notizia e poi scrivere una mail al Comune e protestare, sulla falsariga di quello già fatto tempo fa per Annalisa, possibilmente in modo civile ed educato per non passare noi dalla parte del torto.
Ci si mobilita per salvare questo e quello nelle varie parti del mondo, siamo sempre pronti a postare catene e quant’altro ora c’è la possibilità di fare qualcosa per delle creature che sicuramente hanno già sofferto ognuno di voi si faccia un esamino di coscienza e decida il da farsi.

Questo è il link al sito del Comune di Vivaro, gli unici indirizzi email validi mi risultano quelli dell’anagrafe, dei lavori pubblici e della ragioneria.

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Darfur-Day

Oggi Roma è teatro di una manifestazione (ma dai?) per una volta però per una buona causa. C’è il ‘Darfur-Day‘ (potete saperne di più nei blog di Tisbe e Giuseppe T.) ma c’è soprattutto la volontà di NON far spegnere completamente i riflettori su una vicenda che purtroppo di ‘luce’ ne ha già poca. Sono convinto che non servano sempre le parole per riflettere, a volte possono bastare anche solo semplici vignette ed è così che voglio provare a rubare la vostra attenzione:

 
(clicca sull’immagine per ingrandire)

 

 

Subito dopo aver finito di sorridere, almeno noi, NON DIMENTICHIAMOLI!!

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E se Carlo Parlanti diventasse il nostro Kenneth Foster?

Il post di oggi nasce da lontano, da giugno per l’esattezza quando casualmente venni a conoscenza della storia di Carlo Parlanti. Pensavate forse che un post ed un bannerino potessero ‘lavarmi’ la coscienza e darmi la consapevolezza di aver fatto di tutto per lui? No, chi mi conosce lo sa, non sono uno che si accontenta. Perchè inutile parlare di catene, di solidarietà tra blog, pubblicizzare le ‘giornate per’ e postare tronfi post su questo o quel caso strappalacrime per i quali non possiamo fare nulla quando si ha la possibilità di FARE QUALCOSA o almeno provarci.
Ultimamente vi confesso, credo di cominciare a patire un po’ la mancanza di originalità di gran parte della blofosfera. Non voglio definirla “nausea” ma poco ci manca, per questo qualche giorno di ferie non può che farmi bene. Forse non sarò originale neanche io a riproporre sempre questa storia ma qua c’è di mezzo la vita di un uomo. In un ‘V-Day’ personalmente vedo molto poco di “solidale” verso le persone bisognose. Tra l’altro, giusto che si sappia, il sig. Grillo e la sua redazione, manco si sono degnati di rispondere ad una delle email su Carlo. Vero che d’altra parte non s’erano interessati manco al caso di Federico Aldrovandi finchè non stava per tenere uno spettacolo dalle parti di Ferrara quindi, l’unica mia speranza, è che prima o poi magari faccia uno spettacolo in America e chissà che…
Il caso di Carlo credo sia emblematico di come tanti nella blogosfera come nella vita, seguano “la massa” tanto per paura di rischiare e metterci un po’ del proprio. C’era un condannato, Kenneth Foster, condannato a morte e TUTTI a mobilitarsi per salvarlo; vai di post, petizioni, bannerini, email ed infine post trionfanti su una giustizia “giusta”.
Mi chiedo; ma c’è differenza tra un condannato a morte ed un’altro lasciato a consumarsi in un carcere senza cure mediche ed assistenza?
Decidetelo voi, siate per una volta giudici di voi stessi. Se la risposta dovesse essere che c’è differenza sarò ben lieto di scoprirla da voi; se però non la trovate, insomma se non c’è differenza bè, mi aspetto da parte vostra qualche piccolo, minuscolo gesto che sia la prova che non esistono condannati o bisognosi di serie A e serie B.

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