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Right to play ovvero quelli tra sport, politica e realtà

Inserito il 13 gennaio 2010 alle 17:25

Vi confesso che sono un po’ stanco di riforme, razzismo, xenofobia, crisi economica . Ne parlano già in tanti, sembrano tutti sapere tutto, dicono cose giuste e belle ma poi nei fatti? Ed allora, visto che al momento non mi sento di avere nessun valore aggiunto da apportare (e magari anche voi avete voglia di qualcosa di più “leggero” da leggere) vi parlerò di tutt’altro.
Tutti voi sapete del mio amore per lo sport, inteso non solo come attività fisica ma anche e soprattutto per quella che a mio avviso non deve mai venire meno e cioè la sua funzione educativa. Purtroppo in una società sempre più finalizzata al proprio io ed al risultato spesso questo viene inevitabilmente meno ma io continuo a crederci ed è per questo oggi vi  voglio raccontare una storiella.

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UGUALI si, ma da alcuni sono diverso!

Inserito il 13 ottobre 2009 alle 15:41

IMG_4794Rientro dopo qualche giorno di latitanza dovuta alla totale mancanza di tempo da dedicare a questo blog in queste settimane passate. Non voglio dirvi in che “misura” l’organizzazione della manifestazione UGUALI di Roma m’ha visto impegnato, ma, credetemi, così è stato.
Nelle intenzioni avrei voluto parlarvi e raccontare a chi non c’era la giornata di sabato, ma per una volta mi dichiaro dubbioso di riuscire a trasmettervi anche solo una parte delle sensazioni e delle emozioni che ho provato. Quindi chi fosse interessato lo rimando al sito di pdcitv sul quale potete trovare i filmati degli interventi sul palco. Non ci sono culi e tette da vedere ma ci sono esperienze di vita vera. da ascoltare. Non troverete il minuto di raccoglimento per le vittime di Messina, che la conduttrice ha chiesto ed ottenuto essere di VERO silenzio e dispiace perché vi avrebbe fatto capire il clima e l’atmosfera che regnavano sabato in piazza della Repubblica. Non troverete neanche purtroppo quella di Dino (il ragazzo accoltellato a Roma) e il lungo, lunghissimo e sincero applauso che ha seguito il suo intervento e ha emozionato non solo lui ma un po’ tutti i presenti.

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Firmiamo e impariamo

Inserito il 15 dicembre 2008 alle 10:24

Ricevo stamane l’invito a firmare (fatto!) e diffondere l’appello promosso dalla ACP (Associazione Culturale Pediatri) per tentare di fermare la proposta della Lega Nord di abolire le cure primarie ed essenziali agli immigrati, compresi i bambini, sprovvisti di permesso di soggiorno. Non aggiungo altro e chi fosse interessato clicchi qui per saperne di più e firmare l’appello.

Una piccola nota. Questo ed altri appelli girano con “associata” questa poesia attribuita a Bertold Brecht:

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertolt Brecht)

Ebbene, invito tutti a non citare ‘ad minkiam’ testi altrui e leggersi questo breve passaggio di un nostro amico blogger tanto per non fare come… Mastella con Neruda, no!?

Technorati Tags: appelli, sociale, emarginazione, ingiustizia, brecht

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Il 20 novembre io mi unisco a loro e Voi?

Inserito il 19 novembre 2008 alle 10:51

Questo blog è di base contrario alle “giornate per” perchè credo che determinati argomenti e certe situazioni vadano ricordati e rispettati sempre ma così non è. Ed allora facciamo così, della “giornata per” più che del bannerino o di questo o quel link, proviamo a prenderne l’essenza, cioè l’argomento e se ci interessa proviamo a capirci di più.

Chi mi segue da tempo sa che per abitudine cerco di parlare sempre di argomenti che in un qualche modo sento “miei” o che sanno in qualche modo farmi pensare. Le ingiustizie sono la mia passione, quelle associate all’ignoranza ed alla cattiveria che volete fare, mi “affascinano”. Nel mondo purtroppo non mancano ma quante volte si ha la possibilità di capirne l’esatta portata? Poche credo ed impossibile farlo se non per conoscenza in qualche modo “diretta” del tema. Ebbene così come la conoscenza di Katia a suo tempo mi aveva sensibilizzato sul caso di Carlo Parlanti e  CI (siamo stati 60 blog!) aveva fatti muovere  anche stavolta è stata la conoscenza di una persona a darmi l’esatta portata dell’argomento di cui vi parlo oggi. E, mi conoscete, quando mi rendo conto di non conoscere abbastanza un argomento e trovo chi ha molte (no, tutte non le ha, perchè è un essere umano) risposte bè mi ci appassiono. Ma veniamo al tema.

Il 20 novembre è la ‘Giornata della memoria transgender’ per ricordare le vittime transessuali e transgender che sono state assassinate nel mondo per odio o pregiudizio transfobico. Le vittime sono sempre troppe a prescindere e le classifiche in tema non mi piacciono e non hanno senso, ma se mi permette un’opinione credo che morire per pregiudizi legati alla propria identità di genere ed al proprio orientamento sessuale sia uno dei modi che non possono non far scattare, almeno per il momento della lettura di un post, qualcosa dentro di chi sostiene di essere sensibile. Conosco ormai i lettori di questo blog e sono certo che per molti di loro sarà così, quindi cedo con molto piacere questo piccolo spazio del blog al comunicato stampa (che Vi chiedo di leggere) ed alla locandina dell’evento convinto che saprete cogliere il senso:


(clicca l’immagine per ingrandirla)

Come dice una canzone a me cara questo è

“…Un giorno come tanti ma non certo per qualcuno / qualcuno che da giorni mesi anni sta lottando / contro chi di questo stato na gabbia sta facendo / reprimendo ascolta dico reprimendo / chi da solo denuncia e combatte sti fetiente /e sa bene che significa emarginazione…

E proprio a questo qualcuno a me sicuramente caro va il mio pensiero oltre che il mio piccolo sostegno.
Comunque riprenderemo il discorso su questo argomento in futuro perchè non penso d’essere l’unica persona che si è scoperta ignorante in materia. Ma si sa, spesso con un po’ di sensibilità e di buona volontà, l’ignoranza si può sconfiggere!

Technorati Tags: appelli, associazione trans genere, transfobia, sociale, emarginazione, ingiustizia, trans

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Chi ama gli animali mi segua!

Inserito il 13 marzo 2008 alle 08:53

La notizia è di una settimana fa circa, mi sono permesso di verificarla perchè ero incredulo ma, ahimè, risulta terribilmente vera anche se al momento lor Signori non hanno ancora risposto alle mie mail di richiesta spiegazioni. Potrebbe anche essere che non intendano darmene, non so.
Il Comune di Vivaro, provincia di Pordenone, ha fatto domanda alla Regione Friuli Venezia Giulia di poter abbattere i cani presenti nel suo canile una volta passato un anno dal ritrovamento. Motivazione (tenetevi forte) “eccessiva la spesa di 10mila euro l’anno necessarie al mantenimento del canile” (link alla notizia)

Lo so, in un epoca in cui chi fa campagna elettorale è così distante dalla realtà da promettere l’abolizione dell’Ici riducendo le già esigue entrate di questi piccoli comuni tirare avanti per loro è molto difficile. I “tagli” si impongono giocoforza, che però vadano nella direzione di sopprimere degli animali bè, questo francamente NON LO ACCETTO! Non credo proprio che 10.000 euro l’anno possano cambiare la vita dei ‘vivaresi’ mentre, al contrario, quest’iniziativa sicuramente li mette in cattiva luce e non poco.

Cosa possiamo fare qui davanti questo video? Sinceramente non ho un’idea precisa. In primis (doveroso!) vi invito a  diffondere il più possibile questa notizia e poi scrivere una mail al Comune e protestare, sulla falsariga di quello già fatto tempo fa per Annalisa, possibilmente in modo civile ed educato per non passare noi dalla parte del torto.
Ci si mobilita per salvare questo e quello nelle varie parti del mondo, siamo sempre pronti a postare catene e quant’altro ora c’è la possibilità di fare qualcosa per delle creature che sicuramente hanno già sofferto ognuno di voi si faccia un esamino di coscienza e decida il da farsi.

Questo è il link al sito del Comune di Vivaro, gli unici indirizzi email validi mi risultano quelli dell’anagrafe, dei lavori pubblici e della ragioneria.

Technorati Tags: italia, vivaro, animali, appelli, cani

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Darfur-Day

Inserito il 16 settembre 2007 alle 10:00

Oggi Roma è teatro di una manifestazione (ma dai?) per una volta però per una buona causa. C’è il ‘Darfur-Day‘ (potete saperne di più nei blog di Tisbe e Giuseppe T.) ma c’è soprattutto la volontà di NON far spegnere completamente i riflettori su una vicenda che purtroppo di ‘luce’ ne ha già poca. Sono convinto che non servano sempre le parole per riflettere, a volte possono bastare anche solo semplici vignette ed è così che voglio provare a rubare la vostra attenzione:

 
(clicca sull’immagine per ingrandire)

 

 

Subito dopo aver finito di sorridere, almeno noi, NON DIMENTICHIAMOLI!!

Technorati Tags: politica, darfur-day, darfur, appelli

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E se Carlo Parlanti diventasse il nostro Kenneth Foster?

Inserito il 3 settembre 2007 alle 10:28

Il post di oggi nasce da lontano, da giugno per l’esattezza quando casualmente venni a conoscenza della storia di Carlo Parlanti. Pensavate forse che un post ed un bannerino potessero ‘lavarmi’ la coscienza e darmi la consapevolezza di aver fatto di tutto per lui? No, chi mi conosce lo sa, non sono uno che si accontenta. Perchè inutile parlare di catene, di solidarietà tra blog, pubblicizzare le ‘giornate per’ e postare tronfi post su questo o quel caso strappalacrime per i quali non possiamo fare nulla quando si ha la possibilità di FARE QUALCOSA o almeno provarci.
Ultimamente vi confesso, credo di cominciare a patire un po’ la mancanza di originalità di gran parte della blofosfera. Non voglio definirla “nausea” ma poco ci manca, per questo qualche giorno di ferie non può che farmi bene. Forse non sarò originale neanche io a riproporre sempre questa storia ma qua c’è di mezzo la vita di un uomo. In un ‘V-Day’ personalmente vedo molto poco di “solidale” verso le persone bisognose. Tra l’altro, giusto che si sappia, il sig. Grillo e la sua redazione, manco si sono degnati di rispondere ad una delle email su Carlo. Vero che d’altra parte non s’erano interessati manco al caso di Federico Aldrovandi finchè non stava per tenere uno spettacolo dalle parti di Ferrara quindi, l’unica mia speranza, è che prima o poi magari faccia uno spettacolo in America e chissà che…
Il caso di Carlo credo sia emblematico di come tanti nella blogosfera come nella vita, seguano “la massa” tanto per paura di rischiare e metterci un po’ del proprio. C’era un condannato, Kenneth Foster, condannato a morte e TUTTI a mobilitarsi per salvarlo; vai di post, petizioni, bannerini, email ed infine post trionfanti su una giustizia “giusta”.
Mi chiedo; ma c’è differenza tra un condannato a morte ed un’altro lasciato a consumarsi in un carcere senza cure mediche ed assistenza?
Decidetelo voi, siate per una volta giudici di voi stessi. Se la risposta dovesse essere che c’è differenza sarò ben lieto di scoprirla da voi; se però non la trovate, insomma se non c’è differenza bè, mi aspetto da parte vostra qualche piccolo, minuscolo gesto che sia la prova che non esistono condannati o bisognosi di serie A e serie B.

Technorati Tags: Appelli, Carlo Parlanti, ingiustizia, solidarietà, Usa, kenneth foster

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Carlo Parlanti e la (in)giustizia americana: FIRMIAMO l’APPELLO

Inserito il 21 giugno 2007 alle 08:23

Non so quanti di voi siano a conoscenza di Carlo Parlanti e della sua triste vicenda. Vista la mia innata capacità di mettermi sempre nei panni altrui, dopo una breve corrispondenza con la sua compagna Katia ho deciso di dare risalto nel mio piccolo a questa storia per certi versi allucinante e spero che molti altri blogger facciano altrettanto.

Nel 2001 il Parlanti negli Stati Uniti incontra Rebecca White con la quale intreccia una sporadica relazione. Nel Novembre dello stesso anno la White, che nel frattempo è rimasta disoccupata ed ha incontrato difficoltà economiche, si trasferisce con il Parlanti al Westlake Village (vicino a Malibu, sud Carlifornia.). Dopo alcuni mesi, pero’, il rapporto si incrina ed il 16 luglio 2002 lo stesso viene concluso definitivamente con la richiesta ufficiale alla White di trovarsi un’altra sistemazione. Nell’agosto del 2002, il Parlanti decide di concludere la sua avventura americana e ritornare in Italia alla ricerca di nuove e migliori opportunità di lavoro.
Di nuovo in Italia il Parlanti riprende la sua vita di sempre inconsapevole che il giorno 18 luglio 2002 la White ha sporto denuncia contro di lui affermando di essere stata picchiata, legata e stuprata. Il mandato di arresto spiccato dalle autorità statunitensi nei confronti del Parlanti non viene mai inviato o recepito in Italia, tanto che il nostro connazionale continua a vivere e lavorare in Italia e spostarsi per lavoro sia in Europa che in Canada rimanendo all’oscuro di quanto accaduto negli Stati Uniti.
Nel luglio del 2004 il Parlanti si trova in transito all’aeroporto di Duesseldorf quando viene arrestato dalla polizia tedesca e trasferito nel carcere cittadino. Qui rimane detenuto nel carcere tedesco per quasi un anno senza che gli venga data alcuna comunicazione in lingua Italiana. Mentre gli Stati Uniti richiedono l’estradizione del Parlanti, il Ministero di Giustizia Italiano tenta di far rientrare il connazionale in Italia ma senza successo, poiché la procura di Milano si rifiuta inizialmente ad aprire un fascicolo a carico del Parlanti senza evidenze a sostegno. Non essendoci nemmeno la denuncia firmata dalla presunta parte lesa, e nonostante venga poi ricevuta, a seguito di una rogatoria internazionale, il magistrato che trattava il fascicolo non riscontra requisiti per richiedere una custodia cautelare,sebbene un cittadino italiano può essere procedibile in Italia per sequestro di persona e violenza sessuale,anche quando il fatto di violenza viene commesso all’estero.
Nell’Aprile 2005 il legale Italiano del Parlanti presenta ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per violazione dei trattati internazionali in materia di estradizione, ma il ricorso viene giudicato inammissibile. Il 3 giugno 2005 la Germania accoglie la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti ed il Parlanti viene trasferito a Ventura, in California. Estradato in America il Parlanti e’ sottoposto a procedimento penale. Durante la prima udienza il procuratore distrettuale – l’accusa – introduce il caso dichiarando che l’imputato ha precedenti penali in Italia per stupro e rapina a mano armata. In realta’ non vi e’ alcun precedente penale (cliccando potete viusalizzare la fedina penale di Carlo). Durante il procedimento la White cade in innumerevoli contraddizioni ma nonostante questo il 20 Dicembre scorso la giuria popolare ha emesso un verdetto di colpevolezza in ordine a tutti i capi di accusa. La sentenza con la determinazione della pena è stata emessa il 7 aprile 2006: La sentenza pronunciata in 9 anni di reclusione da scontare nel penitenziario Californiano.

Questi sono solo alcuni passi della storia di Carlo e di quanto riportato, con dovizia di particolari e di documentazione (tutta scaricabile), sul suo sito e mi scuso fin da ora per eventuali omissioni o “tagli” inopportuni nel riassunto.
Penso che ogni parola in merito alla vicenda sia superflua e vuota di ogni significato difronte al dolore di Carlo e dei suoi cari. Ognuno si metta una mano sul cuore e decida come meglio crede senza mai dimenticare che domani, al posto di Carlo, potrebbe esserci lui.
Qui sotto metto il link al sito che segue la vicenda di Carlo e l’email della sua compagna Katia; se siete di corsa e non avete tanto tempo leggete anche solo le ultime righe della mail e… il resto al vostro buon cuore.
A chiunque passi di qua chiedo di dare il più possibile risalto alla vicenda e di FIRMARE LA PETIZIONE (n.b. dopo la firma premere ‘APPROVE’); io sono il numero 1021, adesso tocca a voi!

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Il sito di Carlo: www.carloparlanti.it
L’email di Katia: scarica


Aggiornamento di lunedì 25 giugno 2007: ringrazio Max per l’ulteriore documentazione da lui ricercata e prelevata dal suo sito che posto qui di seguito anche per fornire agli “scettici” ed a coloro che sia qui che in privato mi hanno espresso le loro perplessità. Buona lettura e grazie Max

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No alla pena di morte, guai mollare ora: firma anche tu!

Inserito il 19 giugno 2007 alle 08:46

I 27 ministri degli Esteri dell’Ue hanno raggiunto a Lussemburgo un accordo unanime sulla risoluzione sulla moratoria della pena di morte da presentare però nella prossima assemblea generale dell’Onu in autunno e quindi non in quella attualmente in corso. Per la prima volta c’è un fronte unitario e compatto che cerca di arginare questo che ritengo uno dei più grandi crimini legalizzati purtroppo ancora in vigore in molti Paesi. Il fatto di aver la fortuna di vivere in uno Paese in cui così non è non ci autorizza a dimenticare il problema.
Gia in data 27 aprile in un mio post avevo segnalato la possibilità per ognuno di noi, nel suo piccolo, di contribuire. Ora più che mai occorre dare impulso definitivo all’iniziativa pertanto vi invito ancora una volta a sottoscrivere la petizione.

E’ stata vinta una battaglia ma purtroppo non ancora la guerra.

Fonte notizia: Corriere.it

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No alla pena di morte

Inserito il 27 aprile 2007 alle 22:00

E’ di ieri la notizia che il Parlamento Europeo ha votato ed approvato una nuova risoluzione a sostegno di una moratoria universale sulla pena di morte. Il testo è stato approvato pressochè all’unanimità eccezion fatta per i rappresentanti dell’estrema destra e gli auroscettici. Questa votazione è stata definita come “un passo strategico verso l’abolizione della pena capitale in tutti i Paesi”. Non so se sarà così poi nella realtà ma provarci non costa nulla ed è per questo che vi segnalo quest’iniziativa. Sul sito http://www.dissenzoo.com/nopena.asp troverete le informazioni ed i links per aderire anche voi.

Io ho già firmato e tu?

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