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Articoli marcati con tag ‘mafia’

Nel giorno del ricordo di Peppino Impastato una speranza dagli studenti di Gela

Ebbene si, non sono scomparso ed ogni tanto trovo qualche notizia che ho ancora il piacere di condividere con chi passa da queste parti. Qualche notizia che non sia le solita triste riflessione su un’attualità che, tolto pochi e rarissimi casi (comunque a mio avviso da studiare ed analizzare ndr), non é che sia un granchè degna d’esser raccontata e commentata. Men che meno di provare

Ma oggi é una giornata particolare. E’ la giornata in cui ricorre il 35mo anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

Peppino e la sua storia, raccontata anche nel film ‘I cento passi‘ di Marco Tullio Giordana, sono patrimonio e riferimento imprescindibile per tutti coloro che lottano e combattono perchè la mafia ed il suo ‘codice’ non abbiano la meglio su legalità e giustizia. In questi anni si è provato a combatterla in tanti modi, molto spesso si é fatto anche solo finta di farlo anche se, un po’ come nella lotta al doping nello sport, la sensazione é che per tanto che gli si corra appresso si é comunque sempre, drammaticamente e desolatamente in ritardo. Viene veramente da rassegnarsi. Ma si sa, oggi come oggi nessuno ‘regala’ nulla e speranza e fiducia occorre andarsele a cercare da soli.

Per la cronaca Gela é una città a forte infiltrazione mafiosa, é la città  dove fu scoperto il primo libro mastro del racket del pizzo, la citta teatro della “strage della sala giochi” dove il 27/11/1990 vennero uccise otto persone e rimasero ferite altre sette in uno di quelli che viene tutt’oggi ricordato come uno dei più feroci regolamenti di conti.

Ma per fortuna Gela oggi é anche molto altro.

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Camorra batte mafia 1-0

Forse pochi di voi se ne ricordano ma poco meno di un anno fa veniva arrestato ad Agrigento con l’accusa di associazione mafiosa, Nicola Ribisi, boss della zona nonché tifosissimo della locale squadra di calcio, l’Akragas. Quando la domenica successiva, dopo la vittoria della squadra il presidente dell’Akragas Gioacchino Sferrazza dai microfoni di un’emittente radiofonica aveva espresso solidarietà nei confronti di quello che ha definito un “amico fraterno dedicandogli la vittoria appena conseguita s’alzò un vero e proprio polverone. Si dissociarono dallo stesso Sferrazza e dalle sue dichiarazioni il Sindaco, il questore, alti dirigenti della federazione e del Coni, politici (quando c’è da indignarsi loro non mancano mai). Il tutto giustificato se non dalla ricerca di legalità almeno dal buon senso e risulta obbiettivamente difficile dare torto a costoro.

Così quanto ieri sera, al termine della partita di Europa League con gli svedesi dell’Elfsborg, il giocatore del Napoli Emanuele Blasi ha orgogliosamente dato sfoggio davanti alle telecamere di Sky di una maglia con la scritta “Cosentino & Co. sempre presenti” m’aspettavo, se non altro per par-condicio, almeno un sussulto, un motto di rabbia, una denuncia. Invece NESSUNO (ho aspettato apposta fino a questo pomeriggio) tra sindaci, questori, dirigenti e politici (eppure sbaglio o c’è aria di elezioni?) e media ha proferito parola e dato risalto all’accaduto. Eppure credo che difficilmente Blasi facesse riferimento a Adriana, Alba, Aldo, Alfredo (2 persone), Anna (3), Antonietta … in parole povere ai Cosentino residenti in città.

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Voglio i nomi di quei ‘qualcuno’

Diciotto anni fa proprio oggi  “qualcuno“, che per anni ci è stato fatto credere fosse la mafia, uccise Giovanni Falcone e qualche settimana dopo Paolo Borsellino. Ci sarebbe da scrivere ben più di qualche riga o di un post su quei mesi del 1992, anche alla luce delle ultime notizie. Personalmente, scelsi fin da subito non indignarmi (per poi magari subito dimenticare), di NON DIMENTICARE, di non farne martiri ma, semmai, esempi di alto coraggio e senso civico da adottare e da portare avanti nella storia e nel tempo.

Insieme a tanti altri hanno lottato per il rispetto della legalità, in mezzo a persone a cui della legalità non importava nulla o almeno non quanto il possibile profitto dei loro loschi affari. Per anni s’è detto che il loro sacrificio e quello degli uomini della scorta non sarebbe stato vano, che l’Italia, quella vera, ne avrebbe fatto tesoro. Nel tempo s’è esultato per la cattura di questo o quel personaggio più o meno di spicco (anche se tanto di spicco non credo lo siano quelli che si fanno beccare ndr) eppure la mafia è ancora lì, più presente e più attiva che mai. Perchè è proprio in periodi bui e difficili come questi che chi ha soldi e potere ha “una chance, una marcia in più” e soldi e potere oggi non ce l’hanno nè lo Stato nè tantomeno la politica.

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Cento passi per ricordare, cento passi per non farli sentire soli!

Sono momenti bui, da tempo purtroppo. Argomenti di cui s’è sempre parlato come mafia, camorra e ndrangheta sembrano più che mai tornati d’attualità. Qualcuno per lungo tempo ha voluto farci credere con questo o quell’agnello sacrificale di turno che we can, potevamo farcela ma credo che questi sono veri e propri cancri per la nostra società e per il nostro Paese. Sono realtà che si fondano su violenza e corruzione e per quel che mi riguarda sono due ingredienti della quotidianità di cui faccio volentieri a meno.

Oggi è un giorno importante per la memoria storica del nostro Paese. Il 9 maggio del 1978  fu una delle pagine più buie della storia recente del nostro stato, fu il giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro e fu il giorno in cui  in Sicilia la mafia assassinò un ragazzo allora pressoché sconosciuto che aveva avuto il coraggio di ribellarsi e, cosa ancora peggiore, aveva convinto altri giovani a seguirlo in questo suo sogno. Se oggi esiste una Sicilia giovane e sana (vedi i ragazzi Gela) che danno ancora una speranza per un paese ed una società migliore lo dobbiamo soprattutto a persone come Peppino Impastato.

Questo brano è dedicato a lui e a tutti coloro che in quella terra (facile farlo da qui)
hanno avuto ed avranno il coraggio di dire NO ALLA MAFIA
ed è un modo come un altro per dirgli che non sono soli.

(clicca sulla freccia per ascoltare il brano)

PEPPINO IMPASTATO

Cinisi, 5 gennaio 1948 – Cinisi, 9 maggio 1978

Dormire fa perdere l’ultima parola (non che sia male)

oppure ‘L’ultima parola non ti fa dormire’, insomma il titolo del post potrebbe essere palindromo. Premetto che ultimamente dormo veramente poco e nella mia ricerca di qualcosa che aiuti allo scopo. Essendo però venute meno trasmissioni a me molto gradite come ‘P come protestantesimo‘  o le lezioni di Fisica2 su NettunoSat, mi ritrovo talvolta a fare zapping. Ed è così  facendo che venerdì sera mi sono imbattuto su Rai2 in L’ultima parola.

Non so se avete mai visto questa trasmissione, comunque potete tranquillamente farne a meno. Ve ne faccio io un piccolo sunto.

Partiamo dal conducente, conduttore, insomma chiamatelo come volete ma per favore non moderatore perché sarebbe l’unico vocabolo fuori luogo.
Quest’uomo, pardon, “questo”, si chiama Gianluigi Paragone è l’ex direttore del quotidiano La Padania, già conduttore (scopro ora) di una trasmissione dal titolo ‘Malpensa Italia’, ora vicedirettore di Rai2 nonché [definitelo voi] de ‘L’ultima parola’ una trasmissione (cito la loro home page) nata:

per affrontare – da un punto di vista diverso – l’attualità e i suoi problemi.

… mica pizza e fichi ragazzi!? Ed effettivamente il punto di vista è sicuramente ‘diverso‘, almeno dal mio e provo a spiegarvi il perché.

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Riforma giustizia e taglio dei costi; insieme si può!

Non passa giorno che l’attualità non ci regali questa o quella polemica sui grandi temi come la giustizia ed il contenimento della spesa pubblica. Se ne sentono di cotte e di crude ed un po’ tutti gli interpellati dicono la loro senza però mai indicare una possibile soluzione pratica.

Ebbene vi confesso, per la loro innata creatività e capacità di vedere con ironia la realtà questa notizia me l’aspettavo più da Napoli ma lì, anche se nessuno ne parla più, pare siano di nuovo nella (passatemi il termine) “cacca”.  Leggi il resto di questo articolo »

PADANIA in tour e l’export vola!

Per anni hanno etichettato gli italiani come “pizza, mafia e mandolino”. Ebbene, potere dei tempi, da oggi la voce ‘export’  si può arricchire di una voce in più con buona pace del Pil, meno di chi c’è dalla parte dell’import. Da oggi si esportano anche idee e comportamenti padani. Già pronta anche la prima pagina del giornale del partito:

Prima pagina de 'La Padania' per l'occasione

Non è che con la mafia come danni anche all’estero ne avevamo già fatti abbastanza ?!?

[tags]italia,usa,politica,mafia,federalismo,lega nord,oklahoma,indipendenza[/tags]

Caro Travaglio impara da Rocky e Paris Hilton

Stamane su un po’ tutti i media c’è ampio risalto alla polemica dopo l’intevento di Marco Travaglio alla trasmissione ‘Che tempo fa’ di sabato. Io non l’ho vista in diretta ma, potere del web, quest’oggi ho avuto modo di prenderne visione dopodichè ho letto le varie dichiarazioni. Riflessione: perchè prendersela così tanto con una persona che in fondo non ha fatto altro che citare brani di ‘Forza Mafia’, il capitolo num. 9 del libro ‘I Complici’ di Lirio Abbate, uno dei più venduti e apprezzati (insieme a La Casta e Gomorra) nell’ultimo anno in Italia? Un libro che ad oggi ha venduto milioni di copie e non mi risulta abbia ricevuto smentite o querele, tanto che l’autore ha anche ricevuto pubblica lode niente popò di meno che da Napolitano.  Si vero, magari anche qualche “reazione un po’ stizzita” dei protagonisti ma… quella è un’altra storia.

Ora io consiglio al buon Travaglio una semplice azione; SMENTIRE, Dire d’esser stato franteso, strumentalizzato, in fondo qualcuno ha già dimostrato essere una strategia che paga! Gli consiglierei addirittura di usare questo discorso, l’unico che dopo quello di Martin Luther King ed il famoso ‘Io non ci stò!’ di Oscar Luis Scalfaro  mi hanno fatto veramente commuovere. In fondo è vero quello che diceva il buon Rocky e … se poi cambia lei allora è proprio vero, tutti possiamo cambiare!

Tra poco parto per lavoro, starò via un paio di giorni quindi Peace & Love a tutti e ci si rilegge martedì sera.

[tags]italia,politica, mafia, marco travaglio, lirio abbate, rai3[/tags]

Palermo è fimmina

Ieri come molti di voi sanno è stato l’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Penso sia impossibile parlare di una persona senza tener conto del contesto nella quale la stessa ha operato e vissuto. Questa la descrizione a mio avviso più vera che ho trovato ieri girovagando per i blog. Rappresenta molto bene quella Sicilia che non vuole abbassare la testa.

Ci sono città che le attraversi e non senti niente: i ponti, le strade, le piazze…torni a casa e già ti sei scordato tutto…manco un pezzo di cielo o un albero o una nuvola ti è rimasta nella memoria. Eppure il cielo, gli alberi e le nuvole sono dappertutto. Però succede. Città piene di traffico, di luci, di rumori, ma vuote, talmente vuote che sembrano immaginate. Vero è. Ti può capitare. Pensaci.
A Palermo no. Palermo è diversa.
Palermo è fimmina.
Lo senti dall’odore che ti piglia allo stomaco, alla bocca, al naso su fino a riempirti la testa. Ti può capitare di sentirti ‘mbriacu camminando a Palermo. T’imbriachi di sale, di mare, di sole, di frittola e di meusa; t’imbriachi di scirocco, di scruscio di tamburi, di campane che rintronano, di vuci martellanti, di zoccoli di cavalli e di robbi stinnuti…
Palermo è fimmina e ti rapisce, manco te ne accorgi e sei già suo, perso dentro i suoi colori: ti tinge di rosso corallo e di viola, di azzurro mare e di blu notte, di giallo arraggiato e di bianco accecante, di virdi scuzzuni e di virdi spiranza… spiranza di vita, di aria, di luce, di ciauru di gelsomino e di basilicò…

Palermo è fimmina quannu chiovi e trema tutta che sembra non volerla finire più…
Palermo è fimmina sempre: quannu agghiorna e già all’alba sai che pioverà fuoco e suderanno pure i muri, quanno scura e il sole si va ad astutare piano piano dentro il mare…
Palermo è fimmina quando si apre a ridde di spettatori che la invadono e lei si lascia prendere muta, mentre li abbraccia per farli suoi per sempre…
Palermo è fimmina la notte, nel bordello assordante delle stratuzze chine di picciotti e di birra…
Palermo è fimmina di giorno quando i picciriddi iocanu o’ palluni…
Palermo è madre quando, piegata sui ginocchi, la testa scarmigliata, piange lacrime più amare del veleno a lavare il sangue rubino dei suoi figli ammazzati in mezzo alle strade che si tingono di nero vergogna.

N.d.r. (nota di Rosalio): questo post verrà letto durante la veglia dell’anniversario della strage di via D’Amelio.

di Maria Cubito
Fonte: rosalio.it

 

La verità del capitano Ultimo

In questi giorni si parla molto di mafia ed è dell’altra settimana la notizia della prossima messa in onda su Canale 5 della fiction ‘Il Capo dei Capi‘ sulla cattura di Totò Riina. La sceneggiatura è basata su un libro di Attilio Bolzoni, uno degli accusatori del capitano Ultimo, colui che davanti ai giudici dichiarò di “non potersi esprimere perchè non ricordava niente e voleva proteggere le sue fonti”. Evidentemente, dietro lauto compenso, gli è tornata la memoria e oggi riesce ad infischiarsene delle sue fonti.

Il 3 maggio c’è stata la replica del capitano Ultimo, ripresa ieri da alcuni siti vista la non troppa importanza data al tempo alle sue dichiarazioni. La querelle di base nasce dalle insinuazioni fatte da taluni personaggi circa il merito e le modalità dell’arresto del boss, sostenendo che non fu un lavoro di intelligence bensì un patto con Provenzano a consegnarlo alla giustizia. A sostenere questa tesi Claudio Fava, il parlamentare europeo figlio di Poppo Fava, che e’ tra le firme della sceneggiatura… guarda caso…

“E’ davvero giunto il tempo – aggiunge Ultimo – di ribellarsi alla dittatura di una certa antimafia di salotto e di potere che, invece di attaccare i criminali, offende e sovraespone quelli che hanno rischiato e rischiano la propria vita per combattere la mafia sulla strada, lontano dai soldi e dai privilegi. Al dottor Fava, con amarezza, si chiede che provi se non a rispettare, almeno a non insultare quelle persone che esponendosi personalmente hanno lottato con purezza contro gli assassini di suo padre”. (ANSA)

A carico del capitano Ultimo, direttamente o indirettamente, ricordo che sono tuttora pendenti ben 4 processi.

Credo che oltre al doveroso ricordo di figure come quelle di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i ragazzi delle loro scorte tragicamente e vigliaccamente assassinati, sia nostro preciso dovere di cittadini difendere la memoria e l’operato di chi ancora oggi tenta di combattere la mafia e le sue infiltrazioni.

Per una volta ricordiamoci dei morti ma… non dimentichiamo i vivi!!

Fonte notizia: censurati.it

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Con molto orgoglio…