Categorie
Archivi

Articoli marcati con tag ‘marco travaglio’

Caro Travaglio impara da Rocky e Paris Hilton

Stamane su un po’ tutti i media c’è ampio risalto alla polemica dopo l’intevento di Marco Travaglio alla trasmissione ‘Che tempo fa’ di sabato. Io non l’ho vista in diretta ma, potere del web, quest’oggi ho avuto modo di prenderne visione dopodichè ho letto le varie dichiarazioni. Riflessione: perchè prendersela così tanto con una persona che in fondo non ha fatto altro che citare brani di ‘Forza Mafia’, il capitolo num. 9 del libro ‘I Complici’ di Lirio Abbate, uno dei più venduti e apprezzati (insieme a La Casta e Gomorra) nell’ultimo anno in Italia? Un libro che ad oggi ha venduto milioni di copie e non mi risulta abbia ricevuto smentite o querele, tanto che l’autore ha anche ricevuto pubblica lode niente popò di meno che da Napolitano.  Si vero, magari anche qualche “reazione un po’ stizzita” dei protagonisti ma… quella è un’altra storia.

Ora io consiglio al buon Travaglio una semplice azione; SMENTIRE, Dire d’esser stato franteso, strumentalizzato, in fondo qualcuno ha già dimostrato essere una strategia che paga! Gli consiglierei addirittura di usare questo discorso, l’unico che dopo quello di Martin Luther King ed il famoso ‘Io non ci stò!’ di Oscar Luis Scalfaro  mi hanno fatto veramente commuovere. In fondo è vero quello che diceva il buon Rocky e … se poi cambia lei allora è proprio vero, tutti possiamo cambiare!

Tra poco parto per lavoro, starò via un paio di giorni quindi Peace & Love a tutti e ci si rilegge martedì sera.

[tags]italia,politica, mafia, marco travaglio, lirio abbate, rai3[/tags]

Compagni un caz

Perdonatemi l’espressione ma stamane il post non è farina del mio sacco. Ultimamente parlare e scrivere di politica mi riesce veramente difficile. Tuttavia non parlarne non significa non rifletterci. Ed è per questo che mi permetto di postare quest’editoriale scritto da Marco Travaglio su l’Unità di ieri.

Una delle espressioni più divertenti del gergo politichese è ‘sinistra radicale’. Sul significato di sinistra non c’è qui lo spazio per interrogarsi. Ma l’aggettivo ‘radicale’ dovrebbe indicare intransigenza ferrea, allergia assoluta ai compromessi sui valori fondamentali. Ora: qualcuno può affermare che uno solo dei leader etichettati come ‘sinistra radicale’ corrisponda alla descrizione?
Sull’indulto, a parte i Comunisti italiani (e Di Pietro, che però di sinistra non è), nessuno ha trovato da ridire all’estensione del bonus di 3 anni di pena ai reati dei colletti bianchi, agli scambisti di voti con la mafia, agl’imprenditori che ammazzano i lavoratori con l’amianto o con condizioni di sicurezza inesistenti. Sulle leggi vergogna che hanno creato una giustizia di classe, non risultano iniziative clamorose perchè si torni a punire il falso in bilancio e si cancelli l’ex-Cirielli che garantisce la prescrizione a chi può permettersi un avvocato di prima classe.
Sulle morti bianche nelle fabbriche e nei cantieri, non si segnalano aut-aut al Parlamento per costringerlo a istituire finalmente la responsabilità delle aziende, già prevista per i reati finanziari. Sulla trasparenza del mercato, in attesa di superare l’attuale modello di sviluppo nei prossimi sei o sette secoli, si potrebbe trarre lezione dal caso dell’immobiliarista Danilo Coppola, che peraltro faceva quel che in Italia fanno tutti gli imprenditori e i finanzieri: usava società off-shore nei paradisi fiscali, le intestava a camerieri rumeni, autisti cingalesi, giovanotti lituani, prestanomi di Kabumbulu (Congo).
E’ vero che, facendo le stesse cose, Berlusconi è diventato il padrone d’Italia, ma forse una sinistra radicale degna di questo nome potrebbe invocare qualche regola un po’ più stringente, possibilmente prima che il signor Coppola o gli amici Fernando Warnakulasuriya Dinush Sanjey Kumar e Misha Mulongo diventino presidenti del Consiglio. Invece, silenzio. Possibile che i nostri rivoluzionari che s’indignano ogni due per tre e si macerano in interminabili crisi di coscienza per qualunque cosa accada a distanza di sicurezza di non meno di tremila chilometri, non abbiano nulla da dire sulle tante vergogne a due passi da loro (e da noi)?
Per esempio: la promozione con tutti gli onori dei responsabili delle deviazioni del Sismi, a base di dossieraggi illegali, violazioni della privacy, sequestri di persona, giornalisti a libro paga, piani golpisti per disarticolare anche con la violenza magistrati, politici e giornalisti nemici del regime. Il generale Niccolò Pollari e il fedelissimo Pio Pompa, entrambi rinviati a giudizio per il sequestro di persona di Abu Omar, sono stati premiati: il primo è diventato consulente della presidenza del Consiglio e consigliere di Stato (cioè giudice amministrativo di secondo grado); il secondo, capodivisione del ministero della Difesa.
Dalla sinistra radicale, silenzio di tomba. Nessuno stracciamento di vesti neppure quando il governo ha sollevato conflitto di attribuzioni dinanzi alla Consulta contro i giudici di Milano, accusandoli di aver violato un segreto di Stato che, semplicemente, non esiste. Vedremo quanti cadranno in crisi di coscienza quando Mastella annuncerà , in piena continuità con l’ottimo predecessore Castelli, il no del governo alla richiesta di estradizione per i 26 agenti della Cia coinvolti nel sequestro di Abu Omar. Silenzio di tomba anche sulla scomparsa della pur blanda riforma Gentiloni dai 12 punti del Prodi-bis e sulle incredibili proposte ‘riformiste’ per cambiare la Costituzione e rafforzare il premier (Berlusconi già si lecca il trapianto).
Il raddoppio della base di Vicenza senza consultare i vicentini è certamente uno scandalo, ma dal punto di vista della pace nel mondo è piuttosto marginale, posto che le basi Usa in Italia sono 54. Quanto accade in Afghanistan è molto allarmante, ma non sarà il nostro governo a decidere quando ritirarli: saranno i talebani a decidere quando metterli in fuga (dovettero darsela a gambe i 100 mila dell’Armata Rossa, figurarsi i 30 mila dell’Armata Brancaleone).
Nell’attesa, ci sarebbero 45 militari morti e 513 malati per l’uranio impoverito delle varie “missioni di pace”: a parte l’impegno di alcuni parlamentari (Franca Rame e pochi altri), la loro sorte non pare proprio in cima ai pensieri della sinistra radicale. A questo punto potremmo smettere di chiamarla ‘radicale’. Già sinistra, certe volte, è un termine francamente eccessivo.

Fonte notizia: l’Unità

Inutile dire che quest’editoriale sintetizza pienamente il mio pensiero e, credo, anche quello di molti altri


Segui il blog via email:

Visita il sito ufficiale
Inserisci il tuo indirizzo email:


Questo blog è
Leggi il post
clicca sul logo
per saperne di più
Questo blog sostiene:
Mi trovi anche su:
Le mie foto su Flickr
Nuovi ospiti nelle acque della città... Billy versione 'spia' header Tramonto triestino     
Premi e Riconoscimenti

In classifica
Tra i primi 10
Uno dei più belli
sito internet

Secondo classificato come

nei prossimi anni non ho intenzione di partecipare al concorso quindi il secondo posto è libero


Premio D eci e Lode
da Giorgia, Sara, Simona, Kit Jr. e Chiara

Thinking Blogger Awards
da Pibua, Giuseppe T. e UMI

foca.jpg
da Sciura Pina e Paola

Premio Symbelmine
da Silvia

logo del premio
da Ed, Giangidoe, Pibua, IvanSantoro, Guccia, Weblogin e Anna

logo del premio
da La Tela di Aracne, Nido di Scricciolo, Synnovea e Serendipity

logo del premio
da Occhidigiada

logo del premio
da Elle, NadiaFlavio, SERENdipity, Dolcelei, Sciura Pina e Oscar

Con molto orgoglio…