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Nicola Ravasio: da coglione a martire? No, non ci stò!!
Molti di voi avranno sentito quanto accaduto domenica allo stadio Olimpico di Torino. Per chi non lo sapesse un “tifoso” juventino, tale Nicola Ravasio di Bergamo, ha lanciato un petardo in campo ed è stato fermato, processato e condannato a 1 anno e mezzo di carcere (pena sospesa con la condizionale) e 3 anni senza stadio.
Della vicenda mi hanno dato fastidio due cose:
a) che NON sia stato evidenziato l’alto senso civico per una volta dimostrato dai tifosi (e non lo dico perchè juventino come loro) che hanno immediatamente isolato ed indicato agli steward il colpevole in un luogo, la curva, notoriamente regno di omertà e cameratismo;
b) che il Tg5 dedichi un servizio al ragazzo in cui lo stesso si “lamenta di essere stato malmenato pubblicamente da alcuni altri tifosi“, fatto che personalmente NON ritengo così diseducativo visto che non si è trattato di un pestaggio.
E’ uscita anche un’intervista del padre del ragazzo che, in piena linea con i comportamenti di gran parte dei genitori d’oggi, anzichè analizzare il fatto e farsi un mea-culpa lo difende e riesce persino a dichiarare ”Va allo stadio ogni 2-3 anni, non era nè ubriaco nè drogato. È più violento chi gli ha dato uno schiaffo“.
Tengo a precisare ai Sigg. Ravasio, padre e figlio, perchè a questo punto credo vadano eruditi entrambi, che per le società di calcio vale la responsabilità oggettiva che prevede “multe e squalifiche per le società i cui tifosi compiano gesti non consoni al tifo“. Pertanto (da tifoso) anch’io mi sarei incazzato con un deficiente che rischia di fare squalificare il campo della mia squadra per cosa? per lanciare un petardo… Avevo 8-10 anni quando gioivo per il lancio di un petardo, non 27!! Invece di difendere mio figlio rifletterei e non poco sui suoi “parametri” di divertimento.
Inoltre, anche se questa può sembrare un po’ giustizia da ‘Far-West’, vi confesso che non mi dispiacerebbe fosse un segnale di risveglio di una certa sensibilità civile delle persone che porti, magari, a rincorrere uno che effettua uno scippo o una rapina per strada (anzichè girarsi dall’altra e far finta di non aver visto). Chiaramente non una giustizia fai-da-te tipo legge del taglione ma un coadiuvare le forze dell’ordine. Forse è un sogno ma… perchè non crederci?
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