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Articoli marcati con tag ‘norme tributi’

Promemoria sul D. Lgs. 231/2007

Siccome se si cercano notizie di politici, nani e politici-nani, di casa e d’oltralpe le informazioni pullulano ma quelle che servono non ce le dicono ecco che vi smarrono un po’ io. Ma credo sia importante sapere ANCHE queste cose oltre il nuovo colore dei capelli di Carla Bruni, no?

Il 29/12/2007 è stato approvato il tanto criticato decreto legislativo 231 che prevede una serie di norme che entrerà in vigore a partire dal 30 aprile 2008 e riguarda chi più chi meno un po’ tutti noi. Le principali novità sono:

  • l’abbassamento da 12.500 a 5.000 euro del limite di trasferimento di denaro contante o libretti di risparmio al portatore o titoli al portatore;
  • obbligo per gli assegni bancari con importo pari o superiore a 5.000 euro di essere emessi con la clausola ‘non  trasferibile’;
  • i libretti di assegni verranno consegnati dalle banche ai correntisti con prestampata la dicitura ‘non trasferibile’. Qualora il correntista volesse un carnet di assegni “libero” dalla suddetta dicitura dovrà richiederlo per iscritto al proprio istituto di credito ed il costo sarà di 1,5 euro per ciascun assegno (a titolo di imposta di bollo);
  • per gli assegni che prevederanno la possibilità di girata entra in vigore l’obbligo della “girata piena“ che prevede l’indicazione in chiaro dei dati del beneficiario, quindi dei suo dati anagrafici o ragione sociale e codice fiscale.

Per ulteriori dettagli vi invito a leggere il testo del decreto  (è breve).

Questo decreto legge ha, tra le altre, come finalità la regolamentazione della libera circolazione di assegni bancari dove spesso, in caso di problemi o constatazioni, diventava difficile ricostruire l’esatto percorso dello stesso. A suo tempo il presente decreto scatenò l’ira (bipartisan) di molti politici, tant’è che faticò non poco a passare le previste votazioni. Personalmente non ci trovo assolutamente nulla di scandaloso o dannoso per coloro che, come la gran parte di noi cittadini, non hanno nulla da nascondere. Forse “altri” la pensano in modo diverso ma, appunto, mò so cavoli loro trovare i nuovi inganni per la nuova legge. Sicuramente ce la faranno (sono dei geni “quelli lì”) ma per ora, non avendo nulla da nascondere, a me sta bene così!

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Blocco dei conto correnti per i morosi; soluzione o furto?

Il blocco dei conti bancari è realtà anche nello Stato italiano con la legge 286/2006, che consente all’Erario di prelevare dai conti correnti bancari e postali le somme dovute o presunte, senza l’avallo della Magistratura. È sufficiente infatti una qualsiasi sanzione per autorizzare gli agenti del fisco a prelevare direttamente le somme senza possibilità di contraddittorio e senza poter far valere le proprie ragioni.
Attualmente nella sola provincia di Grosseto sono stati pignorati già 120 conti correnti ad opera delle società nominate per la riscossione ( nel caso specifico Equitalia – società controllata da Agenzia delle Entrate e da Inps, prima chiamata Riscossione) che può accedere ai conti correnti ed effettuare autonomamente l’escussione senza chiedere l’autorizzazione del giudice, come avveniva in passato, per il fermo del conto corrente e il successivo esproprio. La legge prevede che tale procedura possa applicarsi solo nel caso di una morosità superiore ai 25 mila euro, ma il pignoramento è possibile anche per cifre inferiori. Le procedure: nel caso di errori scusabili Equitalia invia al contribuente un avviso di irregolarità che dà 60 giorni di tempo per pagare le imposte con sanzioni ridotte ed interessi; poi la cartella di pagamento che dà altri 60 giorni. Invece, per le morosità più gravi si può avere un controllo formale o uno di merito. Per quello formale sarà inviata subito la cartella di pagamento che dà solo 60 giorni per saldare. Per quello di merito ci sarà prima l’avviso di accertamento (60 giorni di tempo) e poi la cartella (altri 60 giorni). Il cittadino che crede di aver subito un ingiusto accertamento e quindi una richiesta di pagamento infondata può impugnare gli atti fino al giorno prima del pignoramento, mentre se il contribuente decide di pagare per evitare il blocco del suo conto bancario, allora potrà chiedere la rateizzazione a Equitalia. I conti vengono bloccati di diritto al momento dell’emissione della cartella esattoriale, o inseguito ad un accertamento, che avrà tra le sue aree di investigazione anche la situazione patrimoniale dell’impresa o del singolo contribuente. Questo è stato reso possibile proprio grazie all’utilizzo incrociato dei database, che dà accesso ai controllori ad un vasto insieme in modo da costruire un tracciato completo delle attività svolte dal contribuente, sia finanziamenti che investimenti, e stabilire con maggiore precisione il reddito prodotto. Tali meccanismi renderanno senz’altro il fisco più efficiente in termini di controllo e di lotta all’evasione, ma implicherà per il contribuente un forte aumento dei costi legati al pagamento delle tasso. Anche nel caso di errore nel calcolo della cartella di pagamento, non si potrà fermare il prelievo, ma solo contestarne successivamente la legittimità dell’espropriazione. Le implicazioni sono più gravi di quanto si possa pensare, soprattutto in considerazione del fatto che l’eventuale prosciugamento dei fondi bloccherà l’attività del contribuente, impedendogli così di onorare gli impegni aziendali, sostenere le spese processuali per contestare l’appropriazione indebita, o ancora peggio, di garantire la sussistenza alla vostra famiglia. [continua]

Io resto dell’idea che se uno paga ciò che deve, questi ventilati problemi resteranno solamente lontane preoccupazioni, certo è che in Italia gli eccessi sono sempre all’ordine del giorno; si passa dalla più completa inpunità al blocco dei beni. Forse, come sempre, le vie di mezzo restano le soluzioni migliori… che ne dite?

Fonte: http://etleboro.blogspot.com/search?q=legge+286%2F2006

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