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Uomo naufraga nel divano di sua madre

ladro-dorme-su-divano2Dal giornale di Oslo, l’Aftenposten, la notizia del giorno; nella baia di Snarøysundet è stata messa in atto una gigantesca caccia all’uomo dopo la segnalazione di alcuni testimoni che avevano dichiarato d’aver assistito al naufragio di un’imbarcazione su una scogliera.
I soccorritori hanno cercato l’uomo con tutti i mezzi, via terra, via mare e via cielo ma l’unico indizio trovato è stata una borsa sugli scoglio con il suo nome. Causa maltempo le ricerche sono state sospese e le autorità hanno deciso di andare a comunicare la notizia alla madre dello sventurato che però, con enorme sorpresa dei soccorritori, ha dichiarato candidamente che non era possibile perchè il figlio dormiva sul divano.
Un portavoce delle autorità locali da dichiarato: “Abbiamo il sospetto che abbia consumato una quantità eccessiva di alcool. Come minimo questo signore può attendersi dei guai per non avere segnalato l’incidente”.

Sicuri che sia stato solo “l’uomo sul divano” a consumare quantità eccessive di alcool?

Fonte notizia: AftenPosten.no

 

Carcere alla norvegese

Dicono che “tutto il mondo é paese”; beh, se così é occorre render atto che in alcuni paesi le cose vanno decisamente meglio altrove.

ISOLA DI BASTOEY (Norvegia) – Alle 10 esatte del mattino, sotto una luce livida e sopra un mare color della pece, Dahl, il marinaio, fa entrare nel traghetto il camioncino per le riparazioni della linea elettrica, poi quello che porta le taniche di carburante, poi l’ospite. “Vuole del caffè?”. Il thermos è pronto. Piacere, dice, io sono un detenuto. Ha i capelli con le punte pitturate di biondo, occhi azzurri che gli occhiali fanno sembrare grandissimi, la cerata arancione che gocciola pioggia, fuma Lucky Strike. Ha 41 anni, è sposato (ride: “si è, sposato diverse volte”) ha un figlio di 14 anni, faceva il giornalista e poi è diventato assassino. “è stata una lite… mi hanno dato sette anni. Sono in prigione dal 2001, uscirà nel 2008”.
Dall’estate a qui, a Bastoey Island, nella prigione senza sbarre, senza agenti di custodia, senza niente di niente che somigli a un carcere. La prigione che ha un sogno: quello di trasformare ogni detenuto in un cittadino.
Siamo a un’ora da Oslo, in uno dei fiordi più belli della Norvegia. Horton, si chiama il paesino. Casette di legno, qualche negozio, il porticciolo. Da qui, ogni mattina alle dieci, parte il traghetto. Un quarto d’ora di mare ed ecco l’isola. Ci vivono 115 detenuti e, ma soltanto di giorno, 69 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria norvegese.
Sono due chilometri e mezzo di territorio protetto, due spiagge, una foresta, ventuno casette di legno del ‘900 a ricordo di quando Bastoey era ancora una fattoria in mezzo al mare. Adesso sono le case dei prigionieri: mobili di legno chiaro, cucine moderne, bagni nuovissimi. I detenuti vivono in quatto o cinque per ogni casa, ognuno ha la sua stanza personale e di quella la chiave. Alle 7.15 sveglia per tutti; alle 8 inizia il lavoro; alle 15 il dovere è finito, c’è la cena nella sala comune e poi il tempo libero. Calcio e bicicletta d’estate, sci d’inverno; ma c’è anche una biblioteca con migliaia di libri, ci sono i computer, e ci sono ancora le cabine telefoniche, le ultime cabine di legno rosso, quelle scomparse dal resto del Paese, sparse per l’isola.
[continua]

La presente notizia è incredibilmente vera. Infatti, stavo pensando di andare in Norvegia a farmi dare due anni e 6 mesi anche io!? 😳


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