Articoli marcati con tag ‘Palermo’
Riforma giustizia e taglio dei costi; insieme si può!
Non passa giorno che l’attualità non ci regali questa o quella polemica sui grandi temi come la giustizia ed il contenimento della spesa pubblica. Se ne sentono di cotte e di crude ed un po’ tutti gli interpellati dicono la loro senza però mai indicare una possibile soluzione pratica.
Ebbene vi confesso, per la loro innata creatività e capacità di vedere con ironia la realtà questa notizia me l’aspettavo più da Napoli ma lì, anche se nessuno ne parla più, pare siano di nuovo nella (passatemi il termine) “cacca”. Leggi il resto di questo articolo »
Palermo è fimmina
Ieri come molti di voi sanno è stato l’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Penso sia impossibile parlare di una persona senza tener conto del contesto nella quale la stessa ha operato e vissuto. Questa la descrizione a mio avviso più vera che ho trovato ieri girovagando per i blog. Rappresenta molto bene quella Sicilia che non ha e non vuole abbassare la testa.
Ci sono città che le attraversi e non senti niente: i ponti, le strade, le piazze…torni a casa e già ti sei scordato tutto…manco un pezzo di cielo o un albero o una nuvola ti è rimasta nella memoria. Eppure il cielo, gli alberi e le nuvole sono dappertutto. Però succede. Città piene di traffico, di luci, di rumori, ma vuote, talmente vuote che sembrano immaginate. Vero è. Ti può capitare. Pensaci.
A Palermo no. Palermo è diversa.
Palermo è fimmina.
Lo senti dall’odore che ti piglia allo stomaco, alla bocca, al naso su fino a riempirti la testa. Ti può capitare di sentirti ‘mbriacu camminando a Palermo. T’imbriachi di sale, di mare, di sole, di frittola e di meusa; t’imbriachi di scirocco, di scruscio di tamburi, di campane che rintronano, di vuci martellanti, di zoccoli di cavalli e di robbi stinnuti…
Palermo è fimmina e ti rapisce, manco te ne accorgi e sei già suo, perso dentro i suoi colori: ti tinge di rosso corallo e di viola, di azzurro mare e di blu notte, di giallo arraggiato e di bianco accecante, di virdi scuzzuni e di virdi spiranza… spiranza di vita, di aria, di luce, di ciauru di gelsomino e di basilicò…
Palermo è fimmina quannu chiovi e trema tutta che sembra non volerla finire più…
Palermo è fimmina sempre: quannu agghiorna e già all’alba sai che pioverà fuoco e suderanno pure i muri, quanno scura e il sole si va ad astutare piano piano dentro il mare…
Palermo è fimmina quando si apre a ridde di spettatori che la invadono e lei si lascia prendere muta, mentre li abbraccia per farli suoi per sempre…
Palermo è fimmina la notte, nel bordello assordante delle stratuzze chine di picciotti e di birra…
Palermo è fimmina di giorno quando i picciriddi iocanu o’ palluni…
Palermo è madre quando, piegata sui ginocchi, la testa scarmigliata, piange lacrime più amare del veleno a lavare il sangue rubino dei suoi figli ammazzati in mezzo alle strade che si tingono di nero vergogna.
N.d.r. (nota di Rosalio): questo post verrà letto durante la veglia dell’anniversario della strage di via D’Amelio.
di Maria Cubito
Fonte: rosalio.it
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