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Articoli marcati con tag ‘Paolo Borsellino’

Nel giorno del ricordo di Peppino Impastato una speranza dagli studenti di Gela

Ebbene si, non sono scomparso ed ogni tanto trovo qualche notizia che ho ancora il piacere di condividere con chi passa da queste parti. Qualche notizia che non sia le solita triste riflessione su un’attualità che, tolto pochi e rarissimi casi (comunque a mio avviso da studiare ed analizzare ndr), non é che sia un granchè degna d’esser raccontata e commentata. Men che meno di provare

Ma oggi é una giornata particolare. E’ la giornata in cui ricorre il 35mo anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato.

Peppino e la sua storia, raccontata anche nel film ‘I cento passi‘ di Marco Tullio Giordana, sono patrimonio e riferimento imprescindibile per tutti coloro che lottano e combattono perchè la mafia ed il suo ‘codice’ non abbiano la meglio su legalità e giustizia. In questi anni si è provato a combatterla in tanti modi, molto spesso si é fatto anche solo finta di farlo anche se, un po’ come nella lotta al doping nello sport, la sensazione é che per tanto che gli si corra appresso si é comunque sempre, drammaticamente e desolatamente in ritardo. Viene veramente da rassegnarsi. Ma si sa, oggi come oggi nessuno ‘regala’ nulla e speranza e fiducia occorre andarsele a cercare da soli.

Per la cronaca Gela é una città a forte infiltrazione mafiosa, é la città  dove fu scoperto il primo libro mastro del racket del pizzo, la citta teatro della “strage della sala giochi” dove il 27/11/1990 vennero uccise otto persone e rimasero ferite altre sette in uno di quelli che viene tutt’oggi ricordato come uno dei più feroci regolamenti di conti.

Ma per fortuna Gela oggi é anche molto altro.

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Voglio i nomi di quei ‘qualcuno’

Diciotto anni fa proprio oggi  “qualcuno“, che per anni ci è stato fatto credere fosse la mafia, uccise Giovanni Falcone e qualche settimana dopo Paolo Borsellino. Ci sarebbe da scrivere ben più di qualche riga o di un post su quei mesi del 1992, anche alla luce delle ultime notizie. Personalmente, scelsi fin da subito non indignarmi (per poi magari subito dimenticare), di NON DIMENTICARE, di non farne martiri ma, semmai, esempi di alto coraggio e senso civico da adottare e da portare avanti nella storia e nel tempo.

Insieme a tanti altri hanno lottato per il rispetto della legalità, in mezzo a persone a cui della legalità non importava nulla o almeno non quanto il possibile profitto dei loro loschi affari. Per anni s’è detto che il loro sacrificio e quello degli uomini della scorta non sarebbe stato vano, che l’Italia, quella vera, ne avrebbe fatto tesoro. Nel tempo s’è esultato per la cattura di questo o quel personaggio più o meno di spicco (anche se tanto di spicco non credo lo siano quelli che si fanno beccare ndr) eppure la mafia è ancora lì, più presente e più attiva che mai. Perchè è proprio in periodi bui e difficili come questi che chi ha soldi e potere ha “una chance, una marcia in più” e soldi e potere oggi non ce l’hanno nè lo Stato nè tantomeno la politica.

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Palermo è fimmina

Ieri come molti di voi sanno è stato l’anniversario della morte di Paolo Borsellino. Penso sia impossibile parlare di una persona senza tener conto del contesto nella quale la stessa ha operato e vissuto. Questa la descrizione a mio avviso più vera che ho trovato ieri girovagando per i blog. Rappresenta molto bene quella Sicilia che non vuole abbassare la testa.

Ci sono città che le attraversi e non senti niente: i ponti, le strade, le piazze…torni a casa e già ti sei scordato tutto…manco un pezzo di cielo o un albero o una nuvola ti è rimasta nella memoria. Eppure il cielo, gli alberi e le nuvole sono dappertutto. Però succede. Città piene di traffico, di luci, di rumori, ma vuote, talmente vuote che sembrano immaginate. Vero è. Ti può capitare. Pensaci.
A Palermo no. Palermo è diversa.
Palermo è fimmina.
Lo senti dall’odore che ti piglia allo stomaco, alla bocca, al naso su fino a riempirti la testa. Ti può capitare di sentirti ‘mbriacu camminando a Palermo. T’imbriachi di sale, di mare, di sole, di frittola e di meusa; t’imbriachi di scirocco, di scruscio di tamburi, di campane che rintronano, di vuci martellanti, di zoccoli di cavalli e di robbi stinnuti…
Palermo è fimmina e ti rapisce, manco te ne accorgi e sei già suo, perso dentro i suoi colori: ti tinge di rosso corallo e di viola, di azzurro mare e di blu notte, di giallo arraggiato e di bianco accecante, di virdi scuzzuni e di virdi spiranza… spiranza di vita, di aria, di luce, di ciauru di gelsomino e di basilicò…

Palermo è fimmina quannu chiovi e trema tutta che sembra non volerla finire più…
Palermo è fimmina sempre: quannu agghiorna e già all’alba sai che pioverà fuoco e suderanno pure i muri, quanno scura e il sole si va ad astutare piano piano dentro il mare…
Palermo è fimmina quando si apre a ridde di spettatori che la invadono e lei si lascia prendere muta, mentre li abbraccia per farli suoi per sempre…
Palermo è fimmina la notte, nel bordello assordante delle stratuzze chine di picciotti e di birra…
Palermo è fimmina di giorno quando i picciriddi iocanu o’ palluni…
Palermo è madre quando, piegata sui ginocchi, la testa scarmigliata, piange lacrime più amare del veleno a lavare il sangue rubino dei suoi figli ammazzati in mezzo alle strade che si tingono di nero vergogna.

N.d.r. (nota di Rosalio): questo post verrà letto durante la veglia dell’anniversario della strage di via D’Amelio.

di Maria Cubito
Fonte: rosalio.it

 

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