Articoli marcati con tag ‘politica estera’
Muri e Miserabili
Avevo pensato ad un dotto-post-storico per la ricorrenza poi… ho scoperto che han detto tutto gli altri.Ed allora mi permetto di prendere a prestito questa semplice considerazione che poi forse non è poi neanche tanto sbagliata:
… vent’anni fa cadeva un muro, oggi ne abbiamo uno a testa, personalizzato.
Consiglio, visione su La7 del programma ‘I Miserabili’ di Marco Paolini, lunedì ore 21.30. Dello spettacolo ve ne parlai qualche tempo fa quando ebbi la fortuna di vederlo a teatro ma ve lo risegnalo con piacere.
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Tante belle parole ma dell’Africa non frega niente a nessuno, la Guinea insegna!
Siamo reduci dal bombardamento mediatico dei buoni propositi e delle belle parole sentite all’Onu la settimana scorsa. Tra i tanti interventi, tutti più o meno copia-incolla (Gheddafi a parte), riporto le parole di Barack abbronzato Obama
“… il quale ha definito la propria agenda politica basata su cinque nuove grandi sfide per i prossimi sei mesi: migliorare la situazione della fame in Africa, lotta contro la proliferazione nucleare, lotta al cambiamento climatico, mettere fine alla recessione e al terrorismo. Su tutti e cinque i problemi, ha detto che il mondo è in ”un punto di non ritorno”.
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El G8 ga solo rotto! (cosa non lo digo)
Capisco che la morte di Michael Jackson abbia distratto un po’ i media ma come tutti sapete(?) a Trieste nei giorni scorsi si è tenuto un importantissimo(??) vertice al quale hanno partecipato i “grandi” del mondo (balla, non s’è visto nissciuno!) sul tema dalla sicurezza alla lotta al terrorismo, dalla proliferazione nucleare al fenomeno sempre più preoccupante della pirateria. Ma soprattutto si è parlato di Afghanistan ed Iran, anche alla luce degli ultimi accadimenti e non solo per quel che concerne il nucleare. Risultato finale del vertice? Una nota congiunta dei partecipanti di monito all’Iran e la promessa di ritrovarsi a settembre per un aggiornamento della situazione e per decidere le soluzioni da adottare. In sintesi, in dialetto triestino, mi verrebbe da scrivere che ‘no i ga combinado un’ostia!!‘ (e non c’era motivo di credere diversamente). Mi chiedo, non potevano decidere di trovarsi direttamente a settembre a stretto giro di passaparola tramite telefonate?
E per i cittadini triestini cos’ha significato questa “grande vetrina che aiuterà a rilanciare l’immagine del nostro turismo e della nostra città“? Bè, credo in sintesi di poter dire che ha solo rotto altamente le palle! Si perchè le imponenti misure di sicurezza hanno creato non poco fastidio non solo ai residenti ma anche a chi, e sono tra quelli, ha la (s)fortuna di lavorare nella zona del vertice. Dopo vent’anni dalla caduta del muro ho rivisto crearsi “muri” e barriere, indispensabili per arginare i pericolosi no-global (evidenziati in rosso nella foto) accorsi, seppur armati di palloncini e bandiere.
Pensavo Trieste avesse un Sindaco paladino dei suoi cittadini, un sindaco capace di indignarsi per delle bandiere rosse e qualche ora di intralcio al traffico nella preparazione all’arrivo del giro d’Italia ma al tempo stesso capace di genuflettersi al potere dei grandi. Come ormai la politica ci ha insegnato una cosa è la teoria, un altra la realtà. Il vertice infatti doveva anche fungere da “volano” per la ripresa economica della città. Io non so se questo avverrà o meno, quello che posso constatare è che Trieste è una cittadina con quasi tutti i negozi in centro e per tre giorni il panorama delle vetrine era il seguente:
Come disse Lorenzo De Medici “del doman non v’è certezza chi vuol esser lieto sia.”
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L’Iran come la Juve
Evidentemente Ahmadinejad sabato sera non ha guardato Juventus-Inter, altrimenti avrebbe forse evitato o almeno corretto certe dichiarazioni su Israele. A questo punto il rischio è che la prossima riunione dell’Onu si svolga a porte chiuse. E pensare che sperando in una “conferenza distesa” le avevano pensate tutte, anche quella di chiamarla come un dentifricio (Durban, anche se senza ‘s’ finale) ma neanche questo ha fatto il miracolo.
Ma stavolta pare non abbia funzionato, stavolta no, nessun sorriso che avvicina…
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Tempi che cambiano: Nassiriya 2003-2009
… Nassirya ieri e Nassirya domani…
(clicca per vedere le due vignette del brother)
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L’Europa ed il nucleare take-away
Dopo aver letto il decreto sicurezza e sentito il botta e risposta tra i governi italiano e albanese sorgono spontanee le seguenti considerazioni:
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quando nel decreto si parlava di “soggetti indesiderati da espellere” si faceva riferimento anche alle centrali nucleari;
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questo è forse il primo esempio del Nucleare Take-Away.
Loro ci mandano delinquenza e droga, noi gli mandiamo scorie radioattive, così imparano! Volete sapere i siti delle prossime centrali? Non serve aspettare la pubblicazione di nessuna gazzetta ufficiale stavolta. Basta prendere l’elenco degli Stati in attesa di entrare in Europa ed il gioco è fatto. Mi sembra abbastanza infatti chiaro che questa “nuova forma d’energia” è il passaporto per l’Europa, no?
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La (Killer) gaffe di Hillary
[Stavolta passo la mano e lascio spazio ad una riflessione del brother]
Che una campagna elettorale possa essere stressante (e non solo per i candidati) è comprensibile ed è pertanto ammissibile se strada facendo la lucidità dei candidati e l’autocontrollo vacillano, e se, nella trance agonistica, capiti che qualcuno si disunisca, si distragga, e gli escano di bocca espressioni infelici, frasi inopportune, magari frutto di pensieri inconfessabili.
E così i media riportano le sparate dei protagonisti – spesso ad alzo zero – ed i loro successivi interventi riparatori del tipo “non l’ho mai detto” (guardi che c’è la registrazione…), oppure “io non intendevo…” (sì, va bene, però l’ha detto…), ed altre scuse ancora, per terminare con un vittimistico “sono stato frainteso” che tradotto nel linguaggio dei calimeri sta a significare “ce l’hanno tutti con me perchè sono piccolo e nero”.
Molte di queste infelici uscite vengono liquidate con la parola gaffe.
Ora: la campagna elettorale americana per le primarie dura una vita.
Considerando che in palio c’è la possibilità di competere per la guida del paese che più conta nel mondo (così dicono), che i candidati saltano come grilli da una città all’altra dormendo poco e mangiando controvoglia in sontuosi rinfreschi, e che non possono fare a meno di pensare alla marea di soldi che si stanno giocando e che in caso di sconfitta non recupereranno mai, bé , i cedimenti sono comprensibili.
Tuttavia … .
La signora Hillary Clinton ieri ha ribadito che combatterà contro Obama fino all’ultimo delega-to. Mai e poi mai lei si arrenderà, anche perchè di cose ne possono succedere: “come dimenticare l’assassinio di Robert Kennedy nel giugno del ’68?” [allora favorito nella corsa alla nomination per i democratici].
A quelle parole più di qualcuno (ovviamente in lingue differenti) deve aver detto: “ ‘azz…”
Mentre Obama probabilmente si toccava il toccabile, un giornale di Boston definiva quella di Hillary una “killer gaffe”, la famiglia Kennedy si diceva “molto amareggiata” per le parole della signora, e poi molte altre dichiarazioni.
A questo punto alla ex first-lady non è rimasto altro che fare ammenda.
Ricordo un politico italiano che sosteneva che prima di dare una risposta durante un’intervista era opportuno contare almeno fino a cinque.
Molti dovrebbero seguire questo consiglio, compresa la signora Clinton.
A meno che le sue parole non fossero un I have a dream rivisitato ad uso personale.
Se qualcuno vuole scomodare Freud, si accomodi pure.
C’è un’ultima cosa da dire.
Quaranta anni fa non veniva assassinato solo Robert Kennedy.
Prima di lui avevano già ucciso Marthin Luther King, ed il suo “sogno” era veramente grande.
Non dimentichiamolo.
ACh – the brother
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Afghanistan, ecco perchè tanto odio contro di noi
Quello della missione in Afghanistan è da sempre, e spesso a sproposito, argomento dibattuto, Mai nessuno però ha provato a capire quali potrebbero essere le VERE cause (oltre all’ovvia alleanza con i mercenari stars-and-stripes) di tanto astio e odio nei confronti dei nostri soldati che (in linea teorica) sarebberò lì per una missione umanitaria.
Un recente rapporto dei Servizi Segreti al ns. Parlamento ha messo in evidenza come “Rimane elevata la probabilità di attacchi contro militari e civili italiani all’estero, specialmente in aree di grande crisi (ad esempio Afghanistan e Libano), ma anche in altri territori ove insistono nostri interessi“. Paradossalmente tale attività risulta addirittura in aumento negli ultimi tempi, ma come è possibile visto che siamo lì (in linea teorica) a portare Peace & Love?
TROVATO!!! Sti’ poveri talebani hanno sopportato di tutto in questi anni, compreso il bombardamento fisico (“intelligente” e non ndr) ma quando è cominciato un altro tipo di bombardamento, quello mediatico, bè, lì gli son girati gli zebedei! Che in Italia si sia messi maluccio è risaputo e passi, ma chenon si trovi niente di meglio che mandare a sti poracci un format televisivo a metà tra Sanremo e X-Factor beh?!…
Penso si sarebbero incazzati di più solo se gli portavamo ”P come Protestantesimo”.
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ITALIANI, semo in una botte de fero!
Tempi duri per i politici nel mondo. Mai come in questo periodo possiamo affermare che il detto “tira di più un pel di…” sia rispondente a verità.
Prima il governatore, ex, di New York Eliot Spitzer alias ‘Mr. number #9′ che dopo aver tentato una estrema difesa difesa con tanto di moglie al fianco è dovuto capitolare sotto le accuse di un’avvenente girl in carriera. Un po’ come in Italia con il caso Mele solo che la Zenobi non aveva un sito su MySpace, non s’è beccata 4 milioni di click in un giorno bensì solo una denuncia per diffamazione. Per evitare problemi il sostituto di Spitzer, David Paterson, ha messo subito le mani avanti dichiarando “ho già fatto dal 1999 al 2001” per la serie ‘inchiappettatemi su altro ma non su questa storia”.
Poi Reza Zarei, capo della polizia e beccato nudo in un bordello con sei prostitute. Lui sostiene che stava solamente tenendo corsi di aggiornamento alle stesse prostitute, altri, più saggiamente, che solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra. Siccome i “coglioni” non hanno patria nè confine pochi giorni dopo è il caso di Vaclav Klaus, presidente della repubblica ceca, sorpreso all’uscita di un albergo con una hostess (aerea) venticinquenne.
Lo spagnolo è Rodrigo De Santos, popolare, attivista ultracattolico è stato beccato a spendere 50 mila euro in bordelli con carta Visa. Non male per uno che si rifiutò di celebrare nozze gay e partecipa alle processioni portando vergini.
E in Italia? Archiviato il ‘tempo delle Mele’ e dei rifiuti (amorosi e non!),in base ai sondaggi sembrerebbe che il nuovo che avanza altro non sia che il vecchio che torna, ma tranquilli, “lui” queste cose non le rischia, “lui” … è in odor di santità, che culo!
Difendiamo Obama!

(clicca sull’immagine per ingrandirla)
Prima Hillary che lo scurisce, ora l’Ansa che lo fa parlare come Kunta Kinte insomma… un po’ di rispetto, borca buttana!
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