Articoli marcati con tag ‘politica interna’
Cantiamo che (forse) ci passa
Tanto per rassicurare lettrici e lettori che si sono chi pubblicamente, chi in via privata interessati alle ragioni della mia assenza, oggi “rubo” un po’ di tempo alla solita routine di lavori d’ufficio, a quelli casalinghi (perché non ci crederete ma sono ancora con la casa sottosopra per la ristrutturazione) ed alle “sfighe varie di giornata”, come cantava Vasco tanto per… dare un senso a questo blog che forse tutto sommato un senso non ce l’ha!
E’ un periodo di ricostruzione, sia a casa mia, sia nel Paese; io, spero non ve ne abbiate a male, ma da qualche settimana ho deciso di concentrarmi sui lavori domestici dopo gli errori commessi. Quali errori mi chiedete?
Il primo di assegnare le opere di muratura e impiantistica alla stessa ditta che ha lavorato alla ristrutturazione della cappella Sistina. A dire il vero non sono sicuro siano esattamente loro ma… i tempi alla fin fine risulteranno più o meno quelli. Il secondo quello di affidare l’appalto della successiva posa, levigatura e verniciatura dei palchetti a personaggi simpatici e di compagnia fin che si vuole ma professionalmente alquanto simili a questi due anche se nel mio caso, vi assicuro… non c’è stato e non c’è proprio da ridere!?!
Così, preoccupato e occupato da altri eventi, mi rendo conto che ho colpevolmente-ma-volutamente-e-consciamente saltato la celebrazione del 12/11/2011, da molti ribattezzato il nuovo giorno di liberazione nazionale.
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Leggi, fumo e leggi da mandare in fumo!
Si sa, noi italiani siamo un popolo che siamo molto bravi ad indignarci e scandalizzarci per certe notizie salvo poi accantonarle (nel migliore dei casi) o dimenticarsene proprio del tutto con il tempo o non appena il circo mediatico dell’informazione ce ne offre un’altra più fresca, più attuale.
Capita così che il primo maggio del 2008, mentre qualche idiota a Torino bruciava una bandiera israeliana, nella Verona del neo eletto sindaco Tosi (forse più impegnato a partecipare a cortei con gli “amici” naziskin che amministrare la città), Nicola Tommasoli, ragazzo di 28 anni, veniva massacrato di botte da 5 neofascisti per essersi rifiutato di offrire loro una sigaretta. I presunti responsabili, tutti rigorosamente come da copione di ‘buona famiglia’, vennero identificati, catturati e nonostante qualche politico si affrettò da buon ex (forse neanche troppo) camerata a fare queste dichiarazioni la giustizia fece il suo corso per i cinque arrivando nel settembre 2009 in primo grado a condanne per un totale di 50 anni. Peccato che in certi casi esistano anche gli altri gradi per cui a dicembre del 2010la corte d’Assise d’appello ribaltò il verdetto di primo grado arrivando a riconoscere tre assoluzioni e due condanne per un totale di 22 anni.
Un caso direte voi, uno dei tanti, solo che in tema di giustizia le sentenze (casuali o meno) diventano precedente e c’è il rischio che qualcun’altro possa trattare vicende analoghe nello stesso modo.
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Qualche considerazione sulla manifestazione di Roma
Mi sa che è meglio che cominci a farmi seriamente gli affaracci miei o, in alternativa, essere più chiaro!
Nell’ultimo post, scritto nei giorni precedenti la manifestazione di sabato scorso a Roma, avevo “chiesto” un qualcosa che caratterizzasse la nostra protesta, riferendomi più che altro al termine usato (indignados ndr). Ed invece, porca paletta, eccome se siamo riusciti a caratterizzare la manifestazione, eccome se ci siamo ‘distinti’, unici tra le manifestazioni in 952 città di 82 Paesi… porco i’mondo che tengo sotto i piedi!
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Io sono italiano e non sono Indignado, sono incazzato!!!
Permettetemi una piccola riflessione sul fenomeno degli indignados nostrani: non so se perchè noi italiani siamo più pazienti, più pigri, stiamo meno male di altri ma abbiamo aspettato tanto a dare qualche cenno di reazione a questa situazione che, non so voi, ma io mi aspettavo un po’ più di originalità in fatto di iniziative e proteste. Da tempo tanti chiedevano e attendevano un segnale, una mobilitazione, una reazione di e del popolo che facesse intendere e capire che per loro forse anche no, ma per noi il vaso è colmo, stracolmo e da tempo.
L’abbiamo attesa per tanto tempo questa reazione, abbiamo visto quelle della Grecia, della Spagna, degli states (“ma loro stanno peggio di noi” s’è affrettato a precisare qualcuno, sarà?!?!) per poi, mesi e mesi dopo, ritrovarsi a fare il copia-e-incolla di iniziative altrui mandando affanculo anche l’italica creatività e sprecando un’altra opportunità per affermare il made-in-Italy nel mondo.
No, il tempo credo sia scaduto ed io NON VOGLIO e NON MI SENTO PARTE degli indignados.
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Manovre economiche e parenti stretti
Niente da fare, non ne usciamo!!
L’opposizione, o meglio quell’accozzaglia di gente che dovrebbe essere non in linea con il governo, continua a non parlare chiaramente agli italiani che distratti dai pensieri estivi, rischiano come sempre di non capire o, nel migliore dei casi, di farlo quando sarà troppo tardi.
Stamattina infatti leggo su quasi tutti i principali quotidiani questa dichiarazione:
Non so come la pensiate voi ma forse era più corretto e diretto dire semplicemente che la manovra, così com’è stata ventilata, è figlia di puttana!
Discriminiamoli ancora un po’, è per il loro bene…
Abbiamo perso un’altra occasione buona ieri sera…
Così inizia il testo di una famosa canzone di Vasco Rossi e più o meno così ho pensato ieri dopo aver saputo che la Camera ha bocciato con 293 sì, 250 no e 21 astenuti il ddl contro l’omofobia che mirava ad introdurre l’aggravante di omofobia da aggiungere nel codice penale.
Si potrebbe discutere e molto sull’opportunità di un disegno di legge di questo tipo, a mio avviso né più né meno di tanti altri filati via lisci come quello (sacrosanto vista la buzzurraggine di molti, lo dico da fumatore) del divieto di fumo nei locali pubblici o tanti altri esempi in cui, con un minimo di buonsenso e sensibilità, non ci sarebbe stato bisogno di decreti, votazioni, leggi e quant’altro.
Ciò premesso, la cosa che più di tutte mi ha infastidito è la coglionaggine o la sindrome da poca memoria di molti parlamentari al momento in cui è stato chiesto loro un commento sulla votazione. A chi fossero sfuggite ne riporto qualcuna:
“Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico… “ [Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl]
“La norma non è di per sé da rigettare e pone un problema serio che è quello della discriminazione, ma così come è scritta è in contrasto con un principio cardine, quello della parità…” [Gaetano Pecorella, Pdl]
Per la cronaca entrambi i personaggi citati sono attivi e fattivi sostenitori delle norme ad uso e consumo del loro “capo” evidentemente da loro considerato più diverso o meno uguale degli altri e questo più di ogni altra cosa forse fornisce l’esatta misura della loro coerenza.
Capitolo chiuso quindi? Pietra tombale posta sulla questione?
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Tanto affannarsi quando poi tanto…
Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…
Queste parole di Lucio Battisti sono quelle che più e meglio di altre, caratterizzano questo periodo. Giornate frenetiche, senza un attimo di tregua, che vedono il mio tempo suddiviso tra l’organizzazione e lo smazzamento del lavoro e lo smazzamento e basta (l’organizzazione da tempo ormai l’ho abolita) dell’ordinaria amministrazione di una casa, di una famiglia e della propria vita dove mai come in quest’ultimo periodo, la sensazione che volere non sia potere, si dimostra ineluttabilmente vera.
A pagare questa crisi di tempo c’è inevitabilmente anche il blog.
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Stracquadanio, se vuoi fare cambio io ci sto! [lettera aperta]
Oggi volevo dedicare un piccolo pensiero al (dis)Onorevole Giorgio Clelio Stracquadanio che, evidentemente geloso di perdere terreno nei confronti del miniministro Brunetta ieri ha pensato di ‘deliziare’ l’informazione italiana con quest’uscita:
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=9Xc-KI9luvE[/youtube]
Quindi secondo la Sua dotta e profonda analisi (chissà quanto tempo prezioso avrà sottratto alla Sua attività il parto di questa teoria) riassumendo:
- il centrosinistra vince perchè trattasi di esercito di 4.000.000 di persone pagato dalla P.A. che non fa [parole sue] “un cazzo”, alle due va a casa e si mette a smanettare sul web (visto che ai referendum gli hanno votato contro circa 27.ooo.ooo non è dato a sapersi gli altri 23 da dove siano usciti)
- persone come lui invece non possono perchè devono votare in Commissione, scrivere articoli un po’ ragionati (forse questo che gli porta via tempo, ragionare ndr) e argomentare le loro tesi (che se sono come questa non è neanche tanto facile “sostenere” non trovate)
Insomma ragazzi, non Vi sentite almeno un po’ in colpa per aver “giocato in modo scorretto” nelle ultime elezioni e referendum?
Personalmente NO, sarà perché ho comprato casa ed anche se mi chiamo Claudio nessuno me l’ha pagata, perché il mio orario di lavoro è 8.30-18 con una pausa che a volte c’è ma spesso non c’è (visto che per la tipologia di lavoro che faccio certe operazioni si possono fare solo con gli utenti sconnessi quindi, pause pranzo o week end), pago regolarmente le cartelle esattoriali, le multe, i mezzi pubblici, i miei divertimenti e, nel tempo che dovrebbe restare libero, mi occupo di volontariato per cercare di mettere una toppa ai casini che quelli come te fanno legiferando o anche solo… respirando.
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Caro Brunetta, oggi ti cucino io!
Sarà perché conosco lo ‘status‘ di precario (e anche se cambiato non dimentico chi ancora lo vive sulla sua pelle!) ma mi è stato segnalata sul tema da alcuni amici presenti l’ultima performance del mini-ministro Brunetta ieri durante il Convegno Nazionale dell’Innovazione svoltosi a Roma.
Per chi ancora non l’avesse vista vi posto qui di seguito il video dell’accaduto:
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Malpensa mal-pensata (copyright by Lega Nord)
Periodo e giornate convulse queste per il sottoscritto (e questo interessa pochi) e all’interno della maggioranza (e questo forse interessa qualcuno di più).
Proprio in queste ore infatti ad Arcore è in corso la periodica (avviene dopo ogni “crisi e crisetta”) distribuzione dei “beni” per dare alla Lega il contentino, magari trovare un posto a Castelli (l’uomo più trombato in Italia dopo Ruby!) e… tirare a campare come moda e usanza di questi ultimi anni!
D’altra parte è abitudine molto diffusa questa nella politica italiana in genere e, digiamolo, nella linea politica dell’esecutivo (almeno relativamente a quel po’ che ha provato a fare) di questi ultimi anni. Vi ricordate ad esempio la vicenda Alitalia?
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