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Articoli marcati con tag ‘politica interna’

Io sono italiano e non sono Indignado, sono incazzato!!!

Permettetemi una piccola riflessione sul fenomeno degli indignados nostrani: non so se perchè noi italiani siamo più pazienti, più pigri, stiamo meno male di altri ma abbiamo aspettato tanto a dare qualche cenno di reazione a questa situazione che, non so voi, ma io mi aspettavo un po’ più di originalità in fatto di iniziative e proteste. Da tempo tanti chiedevano e attendevano un segnale, una mobilitazione, una reazione di e del popolo che facesse intendere e capire che per loro forse anche no, ma per noi il vaso è colmo, stracolmo e da tempo.

L’abbiamo attesa per tanto tempo questa reazione, abbiamo visto quelle della Grecia, della Spagna, degli states (“ma loro stanno peggio di noi” s’è affrettato a precisare qualcuno, sarà?!?!) per poi, mesi e mesi dopo, ritrovarsi a fare il copia-e-incolla di iniziative altrui mandando affanculo anche l’italica creatività e sprecando un’altra opportunità per affermare il made-in-Italy nel mondo.

No, il tempo credo sia scaduto ed io NON VOGLIO e NON MI SENTO PARTE degli indignados.

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Manovre economiche e parenti stretti

Niente da fare, non ne usciamo!!

L’opposizione, o meglio quell’accozzaglia di gente che dovrebbe essere non in linea con il governo, continua a non parlare chiaramente agli italiani che distratti dai pensieri estivi, rischiano come sempre di non capire o, nel migliore dei casi, di farlo quando sarà troppo tardi.

Stamattina infatti leggo su quasi tutti i principali quotidiani questa dichiarazione:

«Pd: manovra figlia di nessuno» .

Non so come la pensiate voi ma forse era più corretto e diretto dire semplicemente che la manovra, così com’è stata ventilata, è figlia di puttana!

Discriminiamoli ancora un po’, è per il loro bene…

Abbiamo perso un’altra occasione buona ieri sera…

Così inizia il testo di una famosa canzone di Vasco Rossi e più o meno così ho pensato ieri dopo aver saputo che la Camera ha bocciato con 293 sì, 250 no e 21 astenuti il ddl contro l’omofobia che mirava ad introdurre l’aggravante di omofobia da aggiungere nel codice penale.

Si potrebbe discutere e molto sull’opportunità di un disegno di legge di questo tipo, a mio avviso né più né meno di tanti altri filati via lisci come quello (sacrosanto vista la buzzurraggine di molti, lo dico da fumatore) del divieto di fumo nei locali pubblici o tanti altri esempi in cui, con un minimo di buonsenso e sensibilità, non ci sarebbe stato bisogno di decreti, votazioni, leggi e quant’altro.

Ciò premesso, la cosa che più di tutte mi ha infastidito è la coglionaggine o la sindrome da poca memoria di molti parlamentari al momento in cui è stato chiesto loro un commento sulla votazione. A chi fossero sfuggite ne riporto qualcuna:

“Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico… “ [Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl]

“La norma non è di per sé da rigettare e pone un problema serio che è quello della discriminazione, ma così come è scritta è in contrasto con un principio cardine, quello della parità…” [Gaetano Pecorella, Pdl]

Per la cronaca entrambi i personaggi citati sono attivi e fattivi sostenitori delle norme ad uso e consumo del loro “capo” evidentemente da loro considerato più diverso o meno uguale degli altri e questo più di ogni altra cosa forse fornisce l’esatta misura della loro coerenza.

Capitolo chiuso quindi? Pietra tombale posta sulla questione?

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Tanto affannarsi quando poi tanto…

Io vorrei… non vorrei… ma se vuoi…

Queste parole di Lucio Battisti sono quelle che più e meglio di altre, caratterizzano questo periodo. Giornate frenetiche, senza un attimo di tregua, che vedono il mio tempo suddiviso tra l’organizzazione e lo smazzamento del lavoro e lo smazzamento e basta (l’organizzazione da tempo ormai l’ho abolita) dell’ordinaria amministrazione di una casa, di una famiglia e della propria vita dove mai come in quest’ultimo periodo, la sensazione che volere non sia potere, si dimostra ineluttabilmente vera.

A pagare questa crisi di tempo c’è inevitabilmente anche il blog.

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Stracquadanio, se vuoi fare cambio io ci sto! [lettera aperta]

Oggi volevo dedicare un piccolo pensiero al (dis)Onorevole Giorgio Clelio Stracquadanio che, evidentemente geloso di perdere terreno nei confronti del miniministro Brunetta ieri ha pensato di ‘deliziare’ l’informazione italiana con quest’uscita:

Quindi secondo la Sua dotta e profonda analisi (chissà quanto tempo prezioso avrà sottratto alla Sua attività il parto di questa teoria) riassumendo:

  • il centrosinistra vince perchè trattasi di esercito di 4.000.000 di persone pagato dalla P.A.  che non fa [parole sue] “un cazzo”, alle due va a casa e si mette a smanettare sul web (visto che ai referendum gli hanno votato contro circa 27.ooo.ooo non è dato a sapersi gli altri 23 da dove siano usciti)
  • persone come lui invece non possono perchè devono votare in Commissione, scrivere articoli un po’ ragionati (forse questo che gli porta via tempo, ragionare ndr) e argomentare le loro tesi (che se sono come questa non è neanche tanto facile “sostenere” non trovate)

Insomma ragazzi, non Vi sentite almeno un po’ in colpa per aver “giocato in modo scorretto” nelle ultime elezioni e referendum?

Personalmente NO, sarà perché ho comprato casa ed anche se mi chiamo Claudio nessuno me l’ha pagata, perché il mio orario di lavoro è 8.30-18  con una pausa che a volte c’è ma spesso non c’è (visto che per la tipologia di lavoro che faccio certe operazioni si possono fare solo con gli utenti sconnessi quindi, pause pranzo o week end), pago regolarmente le cartelle esattoriali, le multe, i mezzi pubblici, i miei divertimenti e, nel tempo che dovrebbe restare libero, mi occupo di volontariato per cercare di mettere una toppa ai casini che quelli come te fanno legiferando o anche solo… respirando.

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Caro Brunetta, oggi ti cucino io!

Sarà perché conosco lo ‘status‘ di precario (e anche se cambiato non dimentico chi ancora lo vive sulla sua pelle!) ma mi è stato segnalata sul tema da alcuni amici presenti l’ultima performance del mini-ministro Brunetta ieri durante il Convegno Nazionale dell’Innovazione svoltosi a Roma.

Per chi ancora non l’avesse vista vi posto qui di seguito il video dell’accaduto:

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Malpensa mal-pensata (copyright by Lega Nord)

Periodo e giornate convulse queste per il sottoscritto (e questo interessa pochi) e  all’interno della maggioranza (e questo forse interessa qualcuno di più).
Proprio in queste ore infatti ad Arcore è in corso la periodica (avviene dopo ogni “crisi e crisetta”) distribuzione dei “beni” per dare alla Lega il contentino, magari trovare un posto a Castelli (l’uomo più trombato in Italia dopo Ruby!) e… tirare a campare come moda e usanza di questi ultimi anni!
D’altra parte è abitudine molto diffusa questa nella politica italiana in genere e, digiamolo, nella linea politica dell’esecutivo (almeno relativamente a quel po’ che ha provato a fare) di questi ultimi anni. Vi ricordate ad esempio la vicenda Alitalia?

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La vittoria di noi ‘senza-cervello’

A quanto pare Trieste s’è desta
e l’Italia pure!

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Periodi storici a confronto

L’arte è uno strumento efficace per farci riflettere attentamente sul passato e sul presente e per proiettarci verso il futuro.

Proviamoci allora, mettendo a confronto queste due immagini:

Quarto Stato
(Pellizza da Volpedo, 1901)

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Ma non è che la Brambilla porta sfiga?

Governare un Paese, al di là della dietrologia e della critica facile, è compito sicuramente difficile e gravoso. Perché cari amici blogger, è facile starsene seduti e fare come Statler e Waldorf durante il Muppet Show e criticare a 360° gradi tutto e tutto. Ma la politica è, pardon, dovrebbe essere cosa seria, soprattutto, piaccia o non piaccia, vanno assolutamente riconosciuti meriti e risultati, soprattutto quando sono ottenuti con sorprendente velocità.

Infatti non più tardi di ieri la nuova amica degli animali (no, non Licia Colò) travestita da ministro dello sviluppo economico, ha presentato alla stampa il nuovo Codice-riforma del turismo, indispensabile prima dell’estate ma ancor più prima di tornate elettorali. Oddio, più che di presentazione si è trattato di un tristissimo e molto “bulgaro” monologo preceduto da un’introduzione da ‘brividi’

Se per voi va bene vi faccio io tre dichiarazioni sulla riforma

Giornalisti e media accreditati chiaramente si sono guardati bene dal dire che a loro “andasse male” con un ossequio ed un rispetto simile solo a quello riservato dai media americani a Barack Obama ogni qualvolta parla dei dettagli dell’operazione che ha portato all’uccisione di Bin Laden. Forse per il fatto che anche con questo testo si uccide qualcosa, ovvero un’altra buona parte di regole e limitazioni.

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nei prossimi anni non ho intenzione di partecipare al concorso quindi il secondo posto è libero


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Con molto orgoglio…