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Jeferson Camillo ovvero il Fausto Papetti della politica
Inserito il 26 agosto 2010 alle 09:55In base al famoso detto secondo il quale “Tira più un pel di fi*a che un carro di buoi in salita”, sempre più frequentemente negli ultimi anni è capitato di incontrare nelle varie pubblicità immagini di nudi più o meno espliciti, doppi sensi o allusioni sessuali. D’altra parte dall’esperienza del passato è stato tramandato chiaro e nitido il messaggio che “bene o male ma l’importante è che se ne parli”. Uno dei precursori (forse inconsapevole) di questo binomio eros-pubblicità è stato a mio avviso Fausto Papetti.
Questo blog raccoglie lettori di varia età e a questo punto mi immagino l’espressione divertita (spero ndr) dei più “anziani” e quella della serie “che pupazzo dici?” dei più giovani. Bè, chi è stato Fausto Papetti lo potete scoprire facilmente cliccando sul link; io posso dirvi come mai tanti della mia generazione lo ricordano ovvero per il fatto che negli anni 70-80 era uno dei pochi insieme al catalogo Postal Market-pagina dell’intimo, che utilizzava per le copertine dei suoi dischi immagini di nudo. E non credo d’esser l’unico a ricordarlo per questo piuttosto che per i suoi brani… E ad onor del vero pare abbia venduto anche parecchio in quegli anni grazie alla sua musica (che peraltro non conosco e non posso giudicare) ma anche sicuramente a qualche tetta e qualche chiappa che non guastano mai.








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Esattamente otto anni fa in queste ore Genova diventava lo scenario di una delle pagine più buie del dopoguerra. In occasione del G8 infatti ci fu un’escalation di violenza assurda che culminò con l’uccisione di Carlo Giuliani e la mattanza (non riesco a definirla diversamente) della scuola Diaz.

































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