Articoli marcati con tag ‘prostituzione’
Possibili nuove fonti di energia, in Italia poi…
Tempi duri questi per gli amministratori e le amministrazioni locali e non solo in Italia, per i tagli un po’ Tremonti-style (ovvero a mannaia) che un po’ tutte le amministrazioni centrali dei vari Stati hanno fatto.
E così, gli amministratori locali si sono visti obbligati ad ingegnarsi per riuscire a tirare avanti, con idee e pensate magari originali come quella presa dal consiglio comunale della cittadina inglese di Reddicht, che per riscaldare la piscina comunale ha pensato di unire l’utile al dilettevole. L’utilità è rappresentata dal calore prodotto dal forno crematorio che, nelle idee di chi ha proposto il progetto, poteva essere condotto verso la vicina piscina comunale, procedendo al riscaldamento della stessa con un risparmio di 14.000 sterline. Inevitabili le proteste dell’opposizione (evidentemente tutto il mondo è Paese) che ha bollato come “insultante e insensibile” la proposta, mentre i sostenitori dell’iniziativa hanno voluto evidenziare la riduzione di emissioni di anidride carbonica.
Giusto? Sbagliato? Ognuno di noi può farsi la propria opinione anche se mi vien da pensare che in Italia sarà estremamente difficile che una simile iniziativa venga mai presa in considerazione, per tutta una serie di motivi che posso provare a ricondurre alla geografia ed alla “vicinanza” dello Santa Sede al nostro Paese e per il fatto che trattasi di iniziativa palesemente ecologica e tolte al massimo le ‘domeniche a piedi’ il nostro Paese non è pronto a produrre energia senza che girino cricche e mazzette (anche se la mazzetta potrebbero sempre darla ai parenti dei defunti).
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Crisi ed improvvisazione: noi italiani abbiamo già dato!
In periodi di crisi economica come quello degli ultimi tempi la gente si ingegna come può per sfangarla e riuscire a portare a casa la pagnotta.
E’ di qualche mese fa la notizia dei falsi saloni di bellezza, di qualche settimana fa quella della scoperta di falsi dentisti, mentre oggi il menu ci propone da Firenze la scoperta di una casa di appuntamenti dove prestavano la loro opera casalinghe, donne con la pensione minima e disoccupate. Interrogate dagli inquirenti hanno confessato (vero o falso non sta a me dirlo) di non aver avuto scelta non avendo trovato altro metodo di sopravvivenza.
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Bloccata una cura per la prostata

Chi mi segue da tempo deve darmene atto, da aprile cioè da quando s’è insediato il nuovo esecutivo non ho mai scritto in questo blog una sola riga che riguardasse l’onorevole Mara Carfagna. Per carità, ho preso posizione in merito alle sue mirabolanti iniziative in altri blog compreso quello di Sabina Guzzanti, ma ho sempre pensato che ci fosse di meglio di parlare di due tette imprestate alla politica. Ma oggi, oggi sono veramente arrabbiato. Si perchè si può scherzare su tutto ma quando un ministro delle pari opportunità le nega ed in più compie un’ingerenza in tema medico allora bè, occorre farsi sentire.
Di cosa parlo? Parlo di prostata signore e signori, di un problema molto diffuso e di cui, un po’ per timore, un po’ per vergogna un po’ perchè la notizia non vende se ne parla poco o nulla. Cure ce ne sono anche se, essendo una malattia “giovane” come scoperta, manca ancora una vera e propria casistica. Se facciamo qualche piccola ricerca scopriamo che in caso di problemi le soluzioni possibili vanno dall’intervento chirurgico, all’iniezione di sostanze radioattive fino al fatto che:
Recenti studi hanno sottolineato come fattore di protezione per il cancro alla prostata sia il suo “uso frequente”, vale a dire una frequenza nel tempo delle eiaculazioni, sia tramite rapporti sessuali che tramite masturbazione. Tali studi, condotti soprattutto a livello statistico, evidenziano l’associazione fra eiaculazioni frequenti nel ciclo di vita (si parla di circa 20 eiaculazioni al mese) e assenza di tumore alla prostata, a fronte di campioni con tumore alla prostata che riferivano un numero decisamente inferiore di eiaculazioni.
Quindi, caro ministro, la prossima volta che decide di partorire un DDL su un tema apparentemente distinto come quello della prostituzione, le chiederei di rifletterci bene prima di prendere le decisioni e di informarsi perchè una firma ed una legge possono togliere la cura e la speranza a molti ometti.
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Siamo il Paese del ‘all-inclusive’?
Qual’è stato per molto tempo lo slogan di tante generazioni riguardo allo stile di vita più trasgerssivo? Indubbiamente sesso, droga & rock’n roll. E lo Stato cosa fa per venire incontro ai “voleri di tresgressione” del popolo?
Per il sesso, seppur a piccoli passi, qualcuno come Giacomo Chiappori, sindaco di Villa Faraldi (Imperia) si è già portato avanti con il “lavoro”. Ha infatti deciso di affittare temporaneamente a delle prostitute le case popolari sfitte del Comune per l’esercizio della loro attività.
A Torino il sindaco Chiamparino, promuove le stanze del buco, sale dove i tossicodipendenti possono andare a drogarsi con garantite un minimo di condizioni igienico-sanitarie e in contatto con uno psicologo e personale sanitario.
Al momento rimane il ‘problema del rock’n Roll’ ma, sono sicuro, verrà risolto a breve…
Al termine di una prima riflessione vi confesso che entrambe le iniziative non mi trovano poi così contrario anzi, le reputo una presa di coscienza di una realtà contro la quale, è ora di ammetterlo, le politiche proibizionistico-repressive hanno fallito. Una cosa però da una prima analisi emerge in tutta la sua incongruenza e cioè che è quanto meno bizzarro che una parte delle Istituzioni avalli e agevoli quello che, a torto o ragione non sta a me dirlo, l’Istituzione “madre” (alias Stato) dichiara ancora fuorilegge. Ma con tutto quello che c’è da pensare da noi vuoi ancora che ci si fermi su queste quisquiglie?…
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Lotta all’evasione ed italiche sentenze
E’ di stamattina la notizia che la Commissione Tributaria della Lombardia ha condannato una ex-prostituta a pagare circa 70 mila euro tra tasse e sanzioni non essendo stata in grado di dimostrare il suo reddito.
Ora, mi domando e chiedo; non trovate tutto questo un terribile controsenso? Se si tratta di un lavoro “illecito“, cioè non riconosciuto nè inquadrato in nessuna casistica, allora non dovrebbe essere prevista tassazione giusto?
Se invece lo si ritiene un lavoro “lecito” allora occorrerebbe prevedere anche il relativo sistema previdenziale e pensionistico alla pari di quello di un professionista, quindi dovrebbe generare il diritto ad una pensione. Su una cosa non c’è discussione e cioè se non è lavoro usurante questo! Infatti se prendiamo la tabella A del DLgs relativo e le sue successive modifiche scopriamo che le ‘caratteristiche’ per essere considerato tale ci sono tutte o quasi, anche se mi sono fermato ai primi punti:
- Lavoro notturno e continuativo
- Lavoro in linee di montaggio con ritmi vincolati
- Lavori eseguiti in spazi ristretti
Insomma… non si farebbe molto prima a LEGALIZZARE il tutto e finirla di impegnare tribunali, corti d’appello e commissioni varie nel dibattere su questi NON-problemi quando il Paese ne ha di ben più seri ed urgenti?
[Post citato da LiberoBlog come argomento di discussione del giorno (link)]
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Emma Thompson denuncia così la prostituzione
La Helen Bamber Foundation è un’organizzazione con sede nel Regno Unito che lavora a sostegno delle vittime di gravi violazioni dei diritti umani. Il suo slogan è “Trafficking is torture” e con l’aiuto dell’attrice Emma Thompson, da sempre attiva nella lotta per i diritti delle donne, ha girato questo spot per una campagna di sensibilizzazione del problema della prostituzione.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=BdW05BC4emw[/youtube]
Ogni anno almeno 4.000 tra donne e bambine sono vittime della tratta del sesso nel Regno Unito e costrette a prostituirsi.
Non so se la cifra è corretta o meno, quel che so è che il problema della prostituzione è sicuramente molto più grave di quel che film come Pretty Woman possono far pensare e ben vengano spot come questo a ricordarlo.
Fonte http://www.social-advertising.info/
[Post citato da LiberoBlog come argomento di discussione del giorno (link)]
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Nuove lauree, arriva quella in prostituzione
In Italia si parla da tempo di riforma delle università per renderle più attuali. Ebbene in Nuova Zelanda il Governo ha avanzato l’ipotesi di offrire corsi di studio in prostituzione attraverso le università del Paese. La proposta fa parte di un pacchetto di iniziative intese a rendere più “pertinente” al mondo attuale l’offerta del sistema educativo nazionale.
Sorrido e penso alle “prove” d’ammissione….
Fonte: The Age
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