Articoli marcati con tag ‘sicurezza stradale’
Le strisce che uccidono non sono solo quelle di cocaina!
Adesso non è per fare il solito ‘Bastian contrario’ o colui a cui non va mai bene niente ma leggendo oggi di «confronto a distanza fra Veronella e Isola della Scala» (due paesi del veronese ndr) il cui tema del contendere è la rappresentazione cromatica delle strisce degli attraversamenti pedonali. Immagino le vostre facce ma che ci volete fa, per qualcuno i problemi del Paese sono questi e non altri!
Al di là delle facili battute è vero che l’Italia vanta tra gli altri il triste primato di incidenti ai danni di pedoni. Alcuni danno la colpa alla maleducazione ed alla disattenzione degli automobilisti, altri all’approssimazione delle segnalazioni stradali soprattutto orizzontali, spesso vecchie e poco visibili. Così, con cogitatio tipico italiano dove il primo pensiero diventa spesso (per un mix di pigrizia ed ignoranza) l’unica soluzione possibile i due sindaci di Isola della Scala (PdL) e Veronelle (Lega Nord) hanno pensato bene di darsi battaglia ma non a colpi di educazione civica o altro ma semplicemente… a colpi di pennello. Così, appellandosi al fatto che non esiste una norma precisa su quale deve essere il colore del fondo in prossimità degli attraversamenti i due buontemponi hanno pensato di “personalizzare” politicamente il colore delle strisce pedonali. Non ci credete? Guardate qui sotto:
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Stop al colpo di sonno!
Da tempo non passa weekend che l’attualità non ci “omaggi” della notizia dell’immancabile strage sulle strade. Tante le cause e lungi da me qui farne classifiche o elenchi. Tuttavia se è vero che su alcune (immaturità dei guidatori, utilizzo di alcool e droghe, maleducazione, etc.) possiamo fare ben poco, su altre si può pensare di provare a fare qualcosa anzi… qualcuno l’ha già fatto! Ad esempio per cercare di contrastare gli effetti del cosiddetto colpo di sonno.
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BastaUnAttimo anche a Giovanardi per dire cazzate!
Tanto per mettere un po’ di chiarezza, visto che sempre più spesso sento toni trionfalistici in tema di ‘sicurezza’ ma poi le cifre che leggo dicono tutt’altro. Riepiloghiamo:
Ottobre ’08 – Giovanardi: «Sicurezza stradale, mortalità in calo. La nostra politica funziona»
Luglio ’09 – Osservatorio Asaps, l’associazione amici polizia stradale: «Nei primi sei mesi del 2009 siamo al più 57%»
Il nome della nuova campagna nazionale per la sicurezza stradale il cui sito (PENOSO! guardate le lettere accentate) è stato fatto, tra gli altri, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del Senato della Repubblica, del Ministero delle Comunicazioni, del Ministero delle Infrastrutture, di quello della Solidarietà Sociale, dei Trasporti e delle Politiche Giovanili e delle Attività Sportive (capito ora perchè il sito fa pena?!) s’intitola “BastaUnAttimo“.
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E’ tutto un piangi piangi
Il pianto da sempre è presente nella storia anche perchè è la prima modalità espressiva dell’uomo neonato. Nella letteratura e nelle scritture uno dei primi a piangere secondo la Sacra Bibbia fu proprio Gesù (Giovanni 11,35). Sempre in tema religioso poi chi non ricorda l’epidemia di madonnine piangenti (più o meno spontaneamente) di qualche anno fa? Ma la storia ci propone anche il muro del pianto, che leggenda vuole Tito lo abbia lasciato come triste ricordo per gli ebrei da parte di Roma che aveva sconfitto la Giudea e dove gli Ebrei (e non solo loro) pregano da più di duemila anni. La natura poteva essere risparmiata? No, infatti ci propone un tipo di pianta, il salice piangente, rifacendosi a un versetto dei Salmi in cui si rievoca il rimpianto della patria perduta dagli Ebrei che, fatti schiavi a Babilonia, avrebbero appeso le loro arpe ai salici in segno di lutto (Salmo 176). Portandoci avanti negli anni Modugno riuscì a far piangere addirittura il telefono.
Insomma il pianto c’è sempre stato, vero, ma che ora che in Nuova Zelanda pensassero di far piangere anche i cartelloni pubblicitari seppur per un tema come la sicurezza stradale (che se è come da noi altro c’è altro che da piangere…) bè, francamente mi sembra una “forzatura” anche se dicono i risultati sono positivi.
Comunque se è vero (ma sarà poi così?) che, come scriveva Michelangelo, “il pianto allegerisce il dolore” è probabilmente vero che “Chi piange per tutto e per tutti, finisce col perdere gli occhi“. Questo lo sapranno in Nuova Zelanda oppure è solo un proverbio italiano?
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