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Articoli marcati con tag ‘sinistra’

Stracquadanio, se vuoi fare cambio io ci sto! [lettera aperta]

Oggi volevo dedicare un piccolo pensiero al (dis)Onorevole Giorgio Clelio Stracquadanio che, evidentemente geloso di perdere terreno nei confronti del miniministro Brunetta ieri ha pensato di ‘deliziare’ l’informazione italiana con quest’uscita:

Quindi secondo la Sua dotta e profonda analisi (chissà quanto tempo prezioso avrà sottratto alla Sua attività il parto di questa teoria) riassumendo:

  • il centrosinistra vince perchè trattasi di esercito di 4.000.000 di persone pagato dalla P.A.  che non fa [parole sue] “un cazzo”, alle due va a casa e si mette a smanettare sul web (visto che ai referendum gli hanno votato contro circa 27.ooo.ooo non è dato a sapersi gli altri 23 da dove siano usciti)
  • persone come lui invece non possono perchè devono votare in Commissione, scrivere articoli un po’ ragionati (forse questo che gli porta via tempo, ragionare ndr) e argomentare le loro tesi (che se sono come questa non è neanche tanto facile “sostenere” non trovate)

Insomma ragazzi, non Vi sentite almeno un po’ in colpa per aver “giocato in modo scorretto” nelle ultime elezioni e referendum?

Personalmente NO, sarà perché ho comprato casa ed anche se mi chiamo Claudio nessuno me l’ha pagata, perché il mio orario di lavoro è 8.30-18  con una pausa che a volte c’è ma spesso non c’è (visto che per la tipologia di lavoro che faccio certe operazioni si possono fare solo con gli utenti sconnessi quindi, pause pranzo o week end), pago regolarmente le cartelle esattoriali, le multe, i mezzi pubblici, i miei divertimenti e, nel tempo che dovrebbe restare libero, mi occupo di volontariato per cercare di mettere una toppa ai casini che quelli come te fanno legiferando o anche solo… respirando.

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Riflessioni su frittura d’attualità

Bossi: “C’è accordo per il Veneto e l’alleanza è solida“. Prendo atto, ma sbaglio o non più tardi di qualche mese fa è stato bocciato un referendum che mirava a cambiare la legge elettorale per non consegnare il Paese in mano a chi vincesse le elezioni con il 35%? Bene, mi sembra di poter dire che attualmente lo si governa circa l’8,1-8,3 (risultato Lega elezioni 2008 ndr).

Stamattina Gasparri docet:  “questo episodio decreta la fine della presunta superiorità morale della sinistra“.

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Sinistra e giornali

Sinistra e giornali
– clicca sull’immagine per vedere la vignetta del brother –

(cliccare qui per la raccolta completa delle vignette)

[tags]le vignette di ACh,italia,media,politica,sinistra,attualità[/tags]

L’oltrecortina esiste ancora!

Chi ha detto che non si sa più dove sia finito il centrosinistra?  Forse è un po’ troppo ombra, silenzioso, discreto, molto (troppo) politically-correct ma esiste. Ci si arriva anche da altre strade ma esiste ed è sempre lì, oltrecortina (d’Ampezzo ndr) come una volta per chi arriva da est, Trento per la precisione….

Chissà mai che come si è fatto per i Sioux e per alcune popolazioni Maori anche questa zona non venga dichiarata riserva, possibilmente non di caccia visto i tempi che corrono…

[tags]politica, sinistra,pd,trento[/tags]

Le elezioni viste da sinistra

L’analisi delle ragioni politiche e non del risultato le lascio volentieri ad altri più adatti ed esperti del sottoscritto. Io provo a riassumere in questa vignetta il mio che più che un punto di vista è, ahimè, una dolorosa constatazione.


(clicca sull’immagine per ingrandirla)

Vignetta ideata dal sottoscritto ma realizzata e perfezionata dal brother che ringrazio per la preziosa collaborazione e spero di riuscire presto a coinvolgere in questo blog.

Compagni un caz

Perdonatemi l’espressione ma stamane il post non è farina del mio sacco. Ultimamente parlare e scrivere di politica mi riesce veramente difficile. Tuttavia non parlarne non significa non rifletterci. Ed è per questo che mi permetto di postare quest’editoriale scritto da Marco Travaglio su l’Unità di ieri.

Una delle espressioni più divertenti del gergo politichese è ‘sinistra radicale’. Sul significato di sinistra non c’è qui lo spazio per interrogarsi. Ma l’aggettivo ‘radicale’ dovrebbe indicare intransigenza ferrea, allergia assoluta ai compromessi sui valori fondamentali. Ora: qualcuno può affermare che uno solo dei leader etichettati come ‘sinistra radicale’ corrisponda alla descrizione?
Sull’indulto, a parte i Comunisti italiani (e Di Pietro, che però di sinistra non è), nessuno ha trovato da ridire all’estensione del bonus di 3 anni di pena ai reati dei colletti bianchi, agli scambisti di voti con la mafia, agl’imprenditori che ammazzano i lavoratori con l’amianto o con condizioni di sicurezza inesistenti. Sulle leggi vergogna che hanno creato una giustizia di classe, non risultano iniziative clamorose perchè si torni a punire il falso in bilancio e si cancelli l’ex-Cirielli che garantisce la prescrizione a chi può permettersi un avvocato di prima classe.
Sulle morti bianche nelle fabbriche e nei cantieri, non si segnalano aut-aut al Parlamento per costringerlo a istituire finalmente la responsabilità delle aziende, già prevista per i reati finanziari. Sulla trasparenza del mercato, in attesa di superare l’attuale modello di sviluppo nei prossimi sei o sette secoli, si potrebbe trarre lezione dal caso dell’immobiliarista Danilo Coppola, che peraltro faceva quel che in Italia fanno tutti gli imprenditori e i finanzieri: usava società off-shore nei paradisi fiscali, le intestava a camerieri rumeni, autisti cingalesi, giovanotti lituani, prestanomi di Kabumbulu (Congo).
E’ vero che, facendo le stesse cose, Berlusconi è diventato il padrone d’Italia, ma forse una sinistra radicale degna di questo nome potrebbe invocare qualche regola un po’ più stringente, possibilmente prima che il signor Coppola o gli amici Fernando Warnakulasuriya Dinush Sanjey Kumar e Misha Mulongo diventino presidenti del Consiglio. Invece, silenzio. Possibile che i nostri rivoluzionari che s’indignano ogni due per tre e si macerano in interminabili crisi di coscienza per qualunque cosa accada a distanza di sicurezza di non meno di tremila chilometri, non abbiano nulla da dire sulle tante vergogne a due passi da loro (e da noi)?
Per esempio: la promozione con tutti gli onori dei responsabili delle deviazioni del Sismi, a base di dossieraggi illegali, violazioni della privacy, sequestri di persona, giornalisti a libro paga, piani golpisti per disarticolare anche con la violenza magistrati, politici e giornalisti nemici del regime. Il generale Niccolò Pollari e il fedelissimo Pio Pompa, entrambi rinviati a giudizio per il sequestro di persona di Abu Omar, sono stati premiati: il primo è diventato consulente della presidenza del Consiglio e consigliere di Stato (cioè giudice amministrativo di secondo grado); il secondo, capodivisione del ministero della Difesa.
Dalla sinistra radicale, silenzio di tomba. Nessuno stracciamento di vesti neppure quando il governo ha sollevato conflitto di attribuzioni dinanzi alla Consulta contro i giudici di Milano, accusandoli di aver violato un segreto di Stato che, semplicemente, non esiste. Vedremo quanti cadranno in crisi di coscienza quando Mastella annuncerà , in piena continuità con l’ottimo predecessore Castelli, il no del governo alla richiesta di estradizione per i 26 agenti della Cia coinvolti nel sequestro di Abu Omar. Silenzio di tomba anche sulla scomparsa della pur blanda riforma Gentiloni dai 12 punti del Prodi-bis e sulle incredibili proposte ‘riformiste’ per cambiare la Costituzione e rafforzare il premier (Berlusconi già si lecca il trapianto).
Il raddoppio della base di Vicenza senza consultare i vicentini è certamente uno scandalo, ma dal punto di vista della pace nel mondo è piuttosto marginale, posto che le basi Usa in Italia sono 54. Quanto accade in Afghanistan è molto allarmante, ma non sarà il nostro governo a decidere quando ritirarli: saranno i talebani a decidere quando metterli in fuga (dovettero darsela a gambe i 100 mila dell’Armata Rossa, figurarsi i 30 mila dell’Armata Brancaleone).
Nell’attesa, ci sarebbero 45 militari morti e 513 malati per l’uranio impoverito delle varie “missioni di pace”: a parte l’impegno di alcuni parlamentari (Franca Rame e pochi altri), la loro sorte non pare proprio in cima ai pensieri della sinistra radicale. A questo punto potremmo smettere di chiamarla ‘radicale’. Già sinistra, certe volte, è un termine francamente eccessivo.

Fonte notizia: l’Unità

Inutile dire che quest’editoriale sintetizza pienamente il mio pensiero e, credo, anche quello di molti altri


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