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Articoli marcati con tag ‘stragi’

Stop al colpo di sonno!

Da tempo non passa weekend che l’attualità non ci “omaggi” della notizia dell’immancabile strage sulle strade. Tante le cause e lungi da me qui farne classifiche o elenchi. Tuttavia se è vero che su alcune (immaturità dei guidatori, utilizzo di alcool e droghe, maleducazione, etc.) possiamo fare ben poco, su altre si può pensare di provare a fare qualcosa anzi… qualcuno l’ha già fatto!  Ad esempio per cercare di contrastare gli effetti del cosiddetto colpo di sonno.

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Esercitazioni militari e memorie storiche

Da ieri è in corso in Sardegna l’eserciatione  multiforze organizzata e gestita dal Comando Operativo delle Forze Aeree (COFA) denominata ‘Spring Flag 2008’. Con tutti i conflitti veri presenti ahinoi nel mondo è proprio il caso di spender soldi per permettere a quattro sfigati di giocare ai soldati?

Comunque il punto è un altro. Siccome (casualmente) anche il 27 giugno del 1980 era  in corso una esercitazione (NATO quella volta) denominata “Patricia”  e sappiamo tutti com’è andata a finire bè… in questi giorni consiglierei a tutti di evitare di sorvolare con qualsiasi forma di veivolo, ANCHE di tipo civile, il mar Tirreno.

[tags]italia, ustica, stragi, nato, esercito, spring flag 2008 [/tags]

Il mio CERMIS dieci anni dopo

Siccome credo che spesso noi italiani siamo più bravi a dimenticare che ad incazzarci oggi vi racconto una storiella. Era un martedì di dieci anni fa, per me l’ultimo giorno di lavoro prima di una settimana di vacanza da passare ad Arabba nel magnifico scenario delle Dolomiti.

Ero appena tornato in ufficio dalla pausa pranzo e stavo lasciando le ultime consegne ai miei colleghi, la radio in sottofondo trasmetteva musica e il mio ufficio era un viavai di persone che passavano a salutarmi. Difficile mantenere l’attenzione e la concentrazione ma d’altra parte la testa era già in ‘off-mode’, spenta e desiderosa solo di partire. Qualcosa però improvvisamente catturò la mia attenzione e mise in secondo piano tutte le altre voci e le presenze che avevo attorno. La radio non trasmetteva più musica ed una voce che non era quella del buon Giacomo Valenti sembrava stesse dicendo qualcosa di serio. Istintivamente alzai il volume e assistetti in diretta alla lettura dell’Ansa che annunciava la caduta della cabinovia del Cermis.”purtroppo pare ci siano alcuni morti, le cause sono incorso di accertamento” così si concludeva l’agenzia.

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Stazione di Bologna, per non dimenticare

Seppur in “colpevole” ritardo (di solito certi post li pubblico giorni prima ndr) mi sono ricordato che stavo lasciando scivolare via questa giornata dimenticandomi di ciò che succedeva 26 anni fa alle 10,25 del mattino.
Una delle pagine più buie della storia della Repubblica Italiana che ci lascia in eredità 85 morti, oltre 200 feriti (se non ricordo male) ma soprattutto TANTA TANTA RABBIA!!
All’epoca avevo 13 anni e “realizzai” poco dell’accaduto. Quattro anni dopo il destino mi portò a Bologna, dove con un po’ più di maturità mi soffermai a leggere la lapide con i nomi e le date di nascita. Era il periodo del “chit scrittore”. Quadernetto tascabile e matita erano sempre pronti nei miei viaggi on the road e venne fuori questo bozzetto.
Non sarà un granchè ma… le ripoto ugualmente qui sotto.

UN RAGAZZO

Quando senti
di un ragazzo che muore,
un ragazzo della tua età
che muore perchè si trovava in una stazione
mentre scoppiava una bomba,
non puoi non fermarti a pensare.
Pensare alla vita,
a quella lotteria che comincia
con un atto d’amore
e termina nel momento in cui
una causa accidentale
blocca ogni pensiero.
Ma la morte di quel ragazzo
va aldilà
di queste fredde considerazioni
sulla vita.
La sua morte
ti fa rabbrividire
perchè assurda;
perchè incomprensibile e vigliacco
è il gesto che l’ha determinata.
Ma il tempo passa,
la vita continua
e il tuo dolore svanisce.
Di lui non resterà
che il ricordo
di una data
e una lapide.
Il mondo non si ferma
e non potrebbe essere altrimenti,
ma in te resta la rabbia
per quella morte assurda
e per esser passato, tu,
attraverso questa vita
senza aver potuto
far niente per lui,
per impedire quella morte.

PER NON DIMENTICARE…

[post già inserito nel blog precedente, chiedo scusa a chi lo avesse già letto ma ci tenevo a riproporlo]

[tags]Italia, Bologna, stragi,[/tags]

Vajont, 9 ottobre 1963

Dovevo ancora nascere ma avendo vissuto a Trieste la gioventù ebbi modo di andarci, di sentire e di sapere. Le statistiche parlano di 1909 morti ma forse, più di questo, quello che negli anni è emerso è stata l’impotenza della gente comune di fronte a quello che molti chiamavano “progresso”. Si sapeva dei pericoli ma si è voluto ignorarli. Per anni s’è parlato di “sciagura”; poi pian piano si è scoperto tutto (o quasi) e nel febbraio del 1997 si è concluso il processo. Occorre ringraziare l’operato di chi negli anni ha cercato non senza difficoltà la verità con tenacia e contro i cosiddetti “poteri forti”. Per questa e per molte altri stragi impunite in Italia vorrei prendere in prestito le parole di Marco Paolini, che parlando dell’importanza del ricordo disse:

…non è vero che nessuna storia ha una faccia dietro.
E’ solo la svista di un attimo, la logica dell’informazione
e tutto il resto.
Ma poi, con pazienza e con calma,
a saperle cercare escono le facce
solo che servono facce pulite come le nostre
che le vadano cercare.
Non dimentichiamoli! …

… per non dimenticare

 


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