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Articoli marcati con tag ‘tributi’

Manovre economiche e parenti stretti

Niente da fare, non ne usciamo!!

L’opposizione, o meglio quell’accozzaglia di gente che dovrebbe essere non in linea con il governo, continua a non parlare chiaramente agli italiani che distratti dai pensieri estivi, rischiano come sempre di non capire o, nel migliore dei casi, di farlo quando sarà troppo tardi.

Stamattina infatti leggo su quasi tutti i principali quotidiani questa dichiarazione:

«Pd: manovra figlia di nessuno» .

Non so come la pensiate voi ma forse era più corretto e diretto dire semplicemente che la manovra, così com’è stata ventilata, è figlia di puttana!

Accisa, questa sconosciuta

E’ di oggi  la notizia che il prezzo del barile è salito sopra i 101 dollari e quindi (indovinate un po’) inevitabilmente salirà anche quello alla pompa. Ma non vi arrabbiate, infatti a  fine mese (come da Finanziaria 2008) avverrà un taglio di ben 1-2 centesimi il litro, che culo!!?  Confesso, mi sento un po’ in colpa di “sottrarre” a qualcuno questo prezioso contributo così sono andato a vedere chi beneficia di queste bene(male)dette accise. Tenetevi forte, questa la loro composizione (in ordine di apparizione):

  • la guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire); Non vorrei sbagliarmi ma mi sembra la stessa sia finita nel 1936, forse stanno facendo “cassa” per la prossima;
  • la crisi di Suez del 1956 (14 lire); il sig. Suez comunica che dal 1956 ha superato brillantemente la crisi e comunque ringrazia noi italiani per il vitalizio che gli abbiamo garantito;
  • il disastro del Vajont del 1963 (10 lire); nel 1997 c’è stata la sentenza definitiva e nel frattempo la gente di quelle parti, che non vive di carità e pietà umana, s’è rimboccata le maniche e le case se le è ricostruite con i propri soldi.
  • l’alluvione di Firenze del 1966 (10 lire); mi sembra rimanga solo più qualche pozzanghera, forse sarebbe opportuno cambiare almeno la motivazione della destinazione, magari in ‘Nuova tramvia’;
  • il terremoto del Belice del 1968 (10 lire);  consiglierei di rompere il salvadanaio e fare due conti perché lì (ai terremotati intendo) non è mai arrivato nulla e quindi i fondi devono essere già ingenti;
  • il terremoto del Friuli del 1976 (99 lire); vale lo stesso discorso del Vajont essendo terre confinanti;
  • il terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire); leggendo questi numeri credo che si possano chiudere i “rifornimenti” ed anche questo alibi possa venire meno;
  • la missione in Libano del 1983 (205 lire); questa missione è conclusa da tempo ma per non creare polemiche o dubbi hanno pensato bene di farne un’altra più recente;
  • la missione in Bosnia del 1996 (22 lire); attualmente in corso, sono anche disposto a missione ultimata (se mai finirà!) di lasciare attivo il contributo purchè venga devoluto alle vittime inconsapevoli dell’uranio impoverito;
  • il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire); solidarietà piena alla categoria tuttavia speriamo non si sparga la voce anche alle altre categorie in attesa di rinnovo e non ci ritroviamo anche loro a batter cassa;
  • il rinnovo degli autobus inquinanti nel trasporto pubblico decisa nel 2005 di importo “non ben quantificato”, inquietante!

Il totale delle accise è quindi pari a Lire 485,9 cioè €uro 0,25 al litro.

C’è da incazzarsi? Non ancora, abbiate pazienza e sopportatevi ancora quest’ultimo calcolo:

109.000.000 (litri venduti al giorno) * 0,25 (accise al litro) = 27.250.000 € al giorno

Come cazzo facciamo ad essere con il bilancio in rosso è sempre più un mistero!!

Comunque ora… potete incazzarvi….

Blocco dei conto correnti per i morosi; soluzione o furto?

Il blocco dei conti bancari è realtà anche nello Stato italiano con la legge 286/2006, che consente all’Erario di prelevare dai conti correnti bancari e postali le somme dovute o presunte, senza l’avallo della Magistratura. È sufficiente infatti una qualsiasi sanzione per autorizzare gli agenti del fisco a prelevare direttamente le somme senza possibilità di contraddittorio e senza poter far valere le proprie ragioni.
Attualmente nella sola provincia di Grosseto sono stati pignorati già 120 conti correnti ad opera delle società nominate per la riscossione ( nel caso specifico Equitalia – società controllata da Agenzia delle Entrate e da Inps, prima chiamata Riscossione) che può accedere ai conti correnti ed effettuare autonomamente l’escussione senza chiedere l’autorizzazione del giudice, come avveniva in passato, per il fermo del conto corrente e il successivo esproprio. La legge prevede che tale procedura possa applicarsi solo nel caso di una morosità superiore ai 25 mila euro, ma il pignoramento è possibile anche per cifre inferiori. Le procedure: nel caso di errori scusabili Equitalia invia al contribuente un avviso di irregolarità che dà 60 giorni di tempo per pagare le imposte con sanzioni ridotte ed interessi; poi la cartella di pagamento che dà altri 60 giorni. Invece, per le morosità più gravi si può avere un controllo formale o uno di merito. Per quello formale sarà inviata subito la cartella di pagamento che dà solo 60 giorni per saldare. Per quello di merito ci sarà prima l’avviso di accertamento (60 giorni di tempo) e poi la cartella (altri 60 giorni). Il cittadino che crede di aver subito un ingiusto accertamento e quindi una richiesta di pagamento infondata può impugnare gli atti fino al giorno prima del pignoramento, mentre se il contribuente decide di pagare per evitare il blocco del suo conto bancario, allora potrà chiedere la rateizzazione a Equitalia. I conti vengono bloccati di diritto al momento dell’emissione della cartella esattoriale, o inseguito ad un accertamento, che avrà tra le sue aree di investigazione anche la situazione patrimoniale dell’impresa o del singolo contribuente. Questo è stato reso possibile proprio grazie all’utilizzo incrociato dei database, che dà accesso ai controllori ad un vasto insieme in modo da costruire un tracciato completo delle attività svolte dal contribuente, sia finanziamenti che investimenti, e stabilire con maggiore precisione il reddito prodotto. Tali meccanismi renderanno senz’altro il fisco più efficiente in termini di controllo e di lotta all’evasione, ma implicherà per il contribuente un forte aumento dei costi legati al pagamento delle tasso. Anche nel caso di errore nel calcolo della cartella di pagamento, non si potrà fermare il prelievo, ma solo contestarne successivamente la legittimità dell’espropriazione. Le implicazioni sono più gravi di quanto si possa pensare, soprattutto in considerazione del fatto che l’eventuale prosciugamento dei fondi bloccherà l’attività del contribuente, impedendogli così di onorare gli impegni aziendali, sostenere le spese processuali per contestare l’appropriazione indebita, o ancora peggio, di garantire la sussistenza alla vostra famiglia. [continua]

Io resto dell’idea che se uno paga ciò che deve, questi ventilati problemi resteranno solamente lontane preoccupazioni, certo è che in Italia gli eccessi sono sempre all’ordine del giorno; si passa dalla più completa inpunità al blocco dei beni. Forse, come sempre, le vie di mezzo restano le soluzioni migliori… che ne dite?

Fonte: http://etleboro.blogspot.com/search?q=legge+286%2F2006

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