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Articoli marcati con tag ‘violenza’

Don Corsi e ricorsi storici (per non dimenticare)

Nel 1975 l’Italia fu scossa da un increscioso fatto di cronaca, il Massacro del Circeo, uno stupro in cui perse la vita Rosaria Lopez e si salvò (fingendosi morta) Donatella Colasanti.

Nel 1978 ebbe luogo a  Roma il processo in cui erano imputati Andrea Ghira, Angelo Izzo e Gianni Guido. Un processo (parole di coloro che furono presenti in aula), “a tratti surreale” che venne trasmesso anche dalla Rai e nel corso del quale, come ricordò l’avvocato Tina Agostena Bassi qualche anno fa, emerse chiaramente che:

la trasmissione in tv del processo fu scioccante perché si rendeva visibile come gli avvocati difensori potevano essere altrettanto violenti degli stupratori nei confronti delle donne, inquisendo sui dettagli della violenza e sulla vita privata della parte lesa, trasformandola in imputato: l’atteggiamento mentale che emergeva in aula era che una donna “di buoni costumi” non poteva essere violentata; che se c’era stata una violenza, questa doveva evidentemente essere stata provocata da un atteggiamento sconveniente da parte della donna; che se non c’era una dimostrazione di avvenuta violenza fisica o di ribellione, la vittima doveva essere consenziente

Ci volle tempo, tante proteste, tante altre vittime e tanto tanto lavoro per non permettere a quest’atteggiamento di dilagare.Ed é per questo non si può e non si deve permettere a NESSUNO in assoluto e di riproporre anche solo per una svista l’ombra di un pensiero così vile e vigliacco!

Per chi non l’avesse capito mi riferisco al volantino affisso dal parroco di Lerici, tale Don Piero Corsi, qualche giorno fa e di cui per completezza vi copio-e-incollo qui di seguito il testo:

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Aldrovandi: quando la legge vince sulla giustizia

Ci sono fatti di fronte alle quali è impossibile riuscire a mantenere il distacco e continuare a far finta di niente, soprattutto quando quei fatti li hai studiati e seguiti. E quello di Federico Aldrovandi fu il primo che seguii nella mia attività di blogger, per questo non posso e non riesco a tacere il mio pensiero su quanto accaduto in queste ultime ore.

Giovedì 21/6/2012 la Cassazione ha emesso il verdetto definitivo sull’omicidio di Federico Aldrovandi ed ha condannato a 3 anni e 6 mesi i quattro poliziotti rinviati a giudizio per i fatti accaduti (per la cronaca i militari rinviati a giudizio e condannati sono Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri) a Ferrara il 25/09/2005, fatti emersi solo grazie alla tenacia ed all’ostinazione di Patrizia Moretti, mamma di Federico, che dalle pagine del suo blog non ha mai smesso di chiedere giustizia e verità.

Tutto finito? Macchè!!  La sensazione in Italia è che quando le sentenze devono andare ‘controcorrente’ (di solito le forze dell’ordine sono gli accusatori e non gli accusati ndr) ci sia sempre così tanta difficoltà ad arrivare alla fine dell’iter processuale prima e ad accettare la sentenza poi. Sempre che questo poi accada perchè non é scontato a quanto pare.

Abbiamo così dovuto assistere prima al libero delirio di alcuni condannati sulle pagine di Facebook di una fantomatica associazione denominata ‘Prima Difesa’ (alla quale risulta tra gli altri al momento iscritta, ma per fortuna “dissociata“, la portabandiera italiana alle prossime Olimpiadi Valentina Vezzali)

       

[clicca sulle immagine per ingrandirle]

alla totale latitanza dei vertici militari e dell’arma (in caso contrario credo i 4 sarebbero altrove e non a ‘navigare’ su fb) ed infine, e questo fa più male, alle parole del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri che [parole sue] “non è un politico” masembra che il politichese lo abbia imparato comunque molto bene ed in fretta visto che ha pensato “bene” di dichiarare:

se ci sono stati, come sembrerebbe, degli abusi gravi, e’ giusto che vengano colpiti

Bè, per Sua informazione spett.le ministro, il tempo per il condizionale ‘SE‘ è scaduto! Sette anni, migliaia di ore d’udienza, centinaia di testimonianze, di prove, di confronti sembrano più che sufficienti per ometterlo, non trova?!?
Per fortuna oggi il ministro s’è ripreso e pare abbia preso provvedimenti, grazie.

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A Sandra non hanno stuprato il corpo ma la mente!

Tanto per sgombrare il campo da dubbi, alzi la mano chi di voi, chi più chi meno, non ha mai mentito da bambino per coprire qualche marachella?

Io, forse non l’avete visto, ma ne ho alzate due di mani (forse perchè le marachelle sono state numerose e le bugie di conseguenza) ma ho scoperto di non essere l’unico e, soprattutto, di non esser neanche quello che l’ha fatta o detta più grossa per pararsi il sederino.

Oggi parliamo di Sandra, una ragazza fino a qualche tempo fa sconosciuta ai più, da qualche giorno (sei per l’esattezza) un po’ meno sconosciuta a chi ha prestato attenzione agli ultimi accadimenti di cronaca.

Sandra è una ragazza di sedici anni, che ha studiato fino a pochi mesi fa (forse avesse continuato a farlo non era un male ndr), che adesso sogna un posto da barista e vive nella periferia di una grande metropoli ed è religiosa infatti [cito le sue risposte ad un’intervista pubblicata oggi su Repubblica]:

«…Si, come i miei. Andiamo in chiesa, siamo credenti, mi piace che in casa ci siano queste immagini (indica un quadro in cucina con il volto di Gesù)… Cerco di comportarmi onestamente, soprattutto per rispetto ai miei…»

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Leggi, fumo e leggi da mandare in fumo!

Si sa, noi italiani siamo un popolo che siamo molto bravi ad indignarci e scandalizzarci per certe notizie salvo poi accantonarle (nel migliore dei casi) o dimenticarsene proprio del tutto con il tempo o non appena il circo mediatico dell’informazione ce ne offre un’altra più fresca, più attuale.

Capita così che il primo maggio del 2008, mentre qualche idiota a Torino bruciava una bandiera israeliana, nella Verona del neo eletto sindaco Tosi (forse più impegnato a partecipare a cortei con gli “amici” naziskin che amministrare la città), Nicola Tommasoli, ragazzo di 28 anni, veniva massacrato di botte da 5 neofascisti per essersi rifiutato di offrire loro una sigaretta. I presunti responsabili, tutti rigorosamente come da copione di ‘buona famiglia’, vennero identificati, catturati e nonostante qualche politico si affrettò da buon ex (forse neanche troppo) camerata a fare queste dichiarazioni la giustizia fece il suo corso per i cinque arrivando nel settembre 2009 in primo grado a condanne per un totale di 50 anni. Peccato che in certi casi esistano anche gli altri gradi per cui a dicembre del 2010la corte d’Assise d’appello ribaltò il verdetto di primo grado arrivando a riconoscere tre assoluzioni e due condanne per un totale di 22 anni.

Un caso direte voi, uno dei tanti, solo che in tema di giustizia le sentenze (casuali o meno) diventano precedente e c’è il rischio che qualcun’altro possa trattare vicende analoghe nello stesso modo.

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Vediamo in quanto chiudono www.mangiagatti.com

Che per un momento di popolarità o un piccolo spazio di “pubblicità” oggigiorno si sia disposti pressoché a tutto è purtroppo noto ed arcinoto quindi forse a certe notizie non andrebbe neanche dato troppo risalto.

Ma siccome siamo in un Paese fortunato, dove c’è il “governo del fare” e dove non più tardi di qualche giorno fa il ministro del turismo MVB (l’unica che è riuscita a far fare un sito più brutto di quello di Rutelli ndr) ha espresso la sua opinione riguardo alle varie manifestazioni e feste che vedono impegnati gli animali al fine di proteggerli e salvaguardarli a maggior ragione ebbene io questa news la posto.Insomma… mettiamo alla prova il ministro.

Non più tardi di qualche mese fa vidi una sua comparsata in tv nella quale sosteneva l’importanza di oscurare sul nascere sito e/o gruppi che inneggiavano e incoraggiavano la violenza verso chicchessia, animali o persone. In quel caso si parlava del Premier ma ognuno di noi ha le sue priorità e spero il Sig. ministro non me ne voglia se le mie sono differenti dalle sue. Per questo poco fa le ho scritto un’email chiedendole di oscurare il sito www.mangiagatti.com e, almeno a voi, non credo di dovere spiegazioni sul perché e sul per come di questa mia richiesta.

A Lei, se possibile, ho chiesto di essere anche solo minimamente coerente con quanto detto in televisione l’altra settimana e con quanto è consultabile sul suo sito. Anche se, riflettendoci, non so quanta sia la conoscenza e la coscienza reale del problema e cosa sia in grado di fare una persona che i gattini li va trovare al canile.

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A Riccione va in scena la giustizia fai-da-te

“Ma che piccola storia ignobile, mi tocca raccontare, così solita e banale come tante, che non merita nemmeno due colonne sul giornale, o una musica o parole un po’ rimate, che non merita nemmeno l’ attenzione della gente, quante cose più importanti hanno da fare, se tu te la sei voluta, a loro non importa niente, te l’ avevan detto che finivi male…

queste parole di Francesco Guccini più di qualsiasi altre rendono l’idea di quello che stamattina ho provato leggendo la posta e trovando dentro questa email:

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Tante belle parole ma dell’Africa non frega niente a nessuno, la Guinea insegna!

Siamo reduci dal bombardamento mediatico dei buoni propositi e delle belle parole sentite all’Onu la settimana scorsa. Tra i tanti interventi, tutti più o meno copia-incolla (Gheddafi a parte), riporto le parole di Barack abbronzato Obama

“… il quale ha definito la propria agenda politica basata su cinque nuove grandi sfide per i prossimi sei mesi: migliorare la situazione della fame in Africa, lotta contro la proliferazione nucleare, lotta al cambiamento climatico, mettere fine alla recessione e al terrorismo. Su tutti e cinque i problemi, ha detto che il mondo è in ”un punto di non ritorno”.

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Bravi ragazzi un par di ciuffoli!

L’ultimo episodio è di qualche giorno fa e non si sa bene ancora come finirà. E premetto anche che non mi piace generalizzare però, l’avete notato che sempre più spesso a finire in prima pagina sono i “bravi ragazzi“, quelli di “buona famiglia“?? Siccome “bravo” o “buono” sono vocaboli che hanno un significato preciso e nell’immaginario collettivo sono vocaboli ‘positivi‘ mi sono permesso di andare a vedere su quali basi viene rifilata dai media una tale ‘etichetta’ a qualcuno.

Per bravo ragazzo s’intende colui che non ha precedenti penali e che, nel momento in cui commette un reato, si scopre essere il primo; in genere è tanto più bravo ragazzo quanto il reato è grave. A questa categoria appartengono, secondo i media, i ragazzi che l’anno scorso hanno massacrato a Verona il primo maggio Nicola Tommasoli, personaggi come Raffaele Sollecito (lui forse anche lo è, ma il padre decisamente meno!) insomma personaggi che si, avevano commesso qualche bravata ma… roba di poco conto tipo aggressioni a extracomunitari,omosessuali o transessuali, scazzottate e attacchi incendiari a qualche barbone. Se poi hanno il culo, perchè questo è!, di appartenere ad una famiglia benestante spesso oltre bravi ragazzi acquisiscono il titolo anche di appartenenti a “buona famiglia“.

Ma porca  puzzola, se questi sono i bravi quali sono i cattivi ragazzi? Sempre per i media, i cattivi ragazzi, i pochi di buono, sono coloro che hanno avuto una qualche precedente qualsiasi con la giustizia tipo magari esser stati beccati a cantare a squarciagola a notte fonda (disturbo della quiete, reato gravissimo!) o essersi fumati uno spinello ed essersi fatti beccare, questo il “reato”! A quel punto, con tali precedenti sono dei “ragazzi dal passato difficile, dei delinquenti” che se hanno pure la sfiga magari di avere il padre disoccupato o non averlo proprio diventano anche cresciuti in “situazioni familiari difficili“.

Esistono poi a mio avviso ‘gli ibridi’, i mezzi bravi mezzi meno per intenderci. Sono quelli, ad esempio, che hanno una coscienza civica che li porta a denunciare (sul web chiaramente, perchè evidentemente anche loro come il premier della giustizia dei tribunali non si fidano!) i professori che fumano in classe. Non equivocatemi, la ritengo un’iniziativa meritevole e tutta da lodare se non mi fermassi a riflettere e non mi sorgesse spontanea una domanda: ma perchè non fanno lo stesso con i loro coetanei quando ne combinano qualcuna? Perchè invece di denunciare anche loro invece finiscono per vantarsene su siti come questo?

Insomma, ci sarà mai da parte di costoro o di chi dovrebbe  provvedere ad educarli una vera e propria assunzione di responsabilità o continueranno a nascondersi dietro a degli aggettivi? Difficile crederlo, finchè ci sarà sempre qualche sindaco pronto a dare la colpa di tutto a qualche serie tv, finchè verranno scoperti e rilasciati dopo poche ore dopo un’aggressione,  finchè (come cantava Guccini) “... ci sarà sempre, lo sapete, un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate!“.

[tags]italia,nicola tommasoli,educazione,violenza,trans,bullismo,educazione,sollecito,giovani,guccini[/tags]

Se solo Silvio fosse nato in Iran…

Vero, gli mancano barba e capelli ma l’atteggiamento ed il modo di fare  a metà tra il ducetto ed il dittatore un po’ ce l’ha, anche lui è andato a parlare  ai grandi d’Europa ed ha insultato pesantemente qualcuno (Schulz), non ha ancora (ufficialmente) l’atomica ma tra un po’ rimetterà in piedi il nucleare insomma… poteva tranquillamente essere alla guida dell’Iran invece dell’Italia.

E un po’ spiace perchè visto l’aria che tira da quelle parti mi sa che non c’era Lodo che gli parasse le (s)palle  e stavolta probabilmente era la volta buona che  ce lo toglievamo di mezzo! Peccato…


Violenza sulle donne: spot a confronto

L’inghilterra da tempo è sensibile alla violenza, in particolare a quella perpetrata nei confronti di bambini e donne. E’ di qualche tempo fa il video di Emma Thompson nel quale denunciava la prostituzione in uno spot a mio avviso di rara efficacia comunicativa. Qualche giorno fa invece è stato bloccato perchè ritenuto “troppo violento” il video di Women’s Aid contro la violenza domestica sulle donne intitolato Intitolato «The Cut» in cui compare l’attrice Keira Knightley. Il video racconta di una donna che torna a casa la sera e subisce la reazione del suo fidanzato per un presunto tradimento. Questo lo spot (dura 2 minuti):

E mi chiedo, e lo chiedo anche al Ministro delle Pari Opportunità, quando in Italia avremo il privilegio di poter vedere uno spot di questo tipo?

Perchè ora come ora, da noi si dovrebbe far parlare di questi argomento con spot di questo tipo:

http://www.youtube.com/watch?v=55PnGHgJkNo

Io credo che quando si affrontano determinate tematiche, sopratutto come questa della violenza domestica o sulle donne in generale, per forza di cose non le si possa presentare come “sit-com” o “spot” ma occorra essere incisivi.

Anche perchè, per  riuscire a parlarne, occorre fare breccia nelle menti sempre più anestetizzate di una società sempre più indifferente a ciò che non la tocca direttamente dimenticandosi che spesso, se e quando questo capita, é già troppo tardi!

 

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nei prossimi anni non ho intenzione di partecipare al concorso quindi il secondo posto è libero


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Con molto orgoglio…