Articoli marcati con tag ‘violenza’
BASTARDI ! ! !
Da un paio di giorni la notizia che monopolizza tv, giornali e, credo, blog è quella sugli episodi di Catania. Io non me la sento di aggiungere parole a quanto già detto e ridetto in questi giorni. Rispolvero solo una vecchia mail che rispecchia molto bene cosa dovrebbe essere il calcio e come la penso su “coloro” di cui tanto (troppo a mio avviso!) si parla in queste ore. Io ero uno di quelli che …
Noi che finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa
Noi che ogni goal subito cambiava il portiere Noi che “segnare da oltre centro campo vale? vale… vale tutto!”
Noi che quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo i più bravi i più importanti
Noi che l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta
Noi che chi arriva prima a dieci ha vinto
Noi che mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” anche se il punteggio in quel momento era 32 a 1
Noi che abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali non si poteva giocare a pallone
Noi che poi giocavamo anche scalzi
Noi che il pallone di cuoio sapevamo come era fatto perchè lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri
Noi che o il SUPER TELE, o l’ELITE, o il TANGO DIRCEU se andava di lusso nei giorni di festa
Noi che non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale
Noi che il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava bene nemmeno in porta
Noi che anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “O è goal o è rigore” metteva sempre tutti d’accordo
Noi che al terzo corner è rigore
Noi che “siete dispari posso giocare?” – “eh non lo so, il pallone non è il mio”
Noi che “mi fate entrare?” – “si basta che ne trovi un altro altrimenti siamo dispari”
Noi che riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome
Noi che il n.1 era il portiere, il n.2 ed il n.3 i terzini, il n.4 il mediano di spinta, il n.5 lo stopper, il n.6 il libero, il n.7 l’ala destra, il n.8 una mezzala, il n.9 il centravanti, il n.10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il più bravo, il n.11 l’ala sinistra possibilmente mancina
Noi che gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti
Noi che dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino
Noi che il calcio in TV lo guardavamo solo la Domenica e il Mercoledì
Noi che la Domenica alle 19 vedevamo un tempo di una partita di calcio commentato da Nando Martellini
Noi che certe squadre dovevano cambiare maglia perchè con la TV in bianco e nero potevano confondersi (il mio era Philips)
Noi che vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli da Bari
Noi che “la Stock di Trieste è lieta di presentarvi”…papapà ….papapà …papapapapaaaaa…paparap
Noi che Enrico Ameri dal campo principale e Sandro Ciotti dal secondo e Roberto Bortoluzzi dallo studio
Noi che ci ricordiamo i festeggiamenti del n.1000 della Domenica Sportiva
Noi che alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, e un po’ di Tennis.
Noi che Galeazzi l’abbiamo visto magro
Noi che andavamo dall’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “dici a Mery se si vuole mettere con me?” il giorno dopo torna e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare”
Noi che Mery ci sta ancora pensando!
Noi che agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti e puntuali, anche senza telefonini
Noi che oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica
Noi che se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo
Noi che tutto questo ce lo siamo visti rubare da quattro teppisti da strada e a loro diciamo
BASTARDI!





























