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Articoli marcati con tag ‘violenza’

Quando una sigaretta salva la vita!

Il fumo e lo dico da fumatore non incallito ma pur sempre tale, non fa bene!  Le tecniche e le politiche messe in atto per arginare questo fenomeno sono differenti da Paese a Paese. Per esempio in uno degli stati piu’ piccoli al mondo sta per mettere totalmente al bando il fumo proibendolo anche nelle abitazioni private e all’aperto. E’ Niue, un’isoletta di 1.400 abitanti del sud del Pacifico, che vive di pesce e noci di cocco, autogovernata dal 1974. Sono circa 250 fumatori e i costi per le cure delle malattie da fumo stanno mettendo a dura prova le casse del settore sanitario. Il disegno di legge presentato proibisce vendita e uso del tabacco in luoghi pubblici e abitazioni private. In Italia, a Verona in particolar modo, le tecniche sono decisamente diverse. Ne avevamo già avuto sentore il primo di maggio, oggi ne abbiamo avuto la conferma.

Un consiglio; se andate a Verona anche se non fumate, almeno un pacchetto da dieci sigarette, mettetevelo ugualmente in tasca perchè non si sa mai. Sembra un paradosso ma… una sigaretta salva la vita!

Ore 16.30: la notizia, per fortuna, viene ridimensionata

[tags]Italia, attualità, cronaca, verona, violenza[/tags]

Fredde considerazioni sulla domenica calcistica

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La ricostruzione dei fatti, come spesso accade, è discordante e non sarà mai univoca e certa.

C’è chi parla di fatalità e di tragica aggressione ma una cosa fin da ora è sicura: se non si ha motivo più che fondato, le domeniche in cui si gioca il campionato di calcio, è vivamente consigliato stare alla larga da autostrade e autogrill.

 

Nicola Ravasio: da coglione a martire? No, non ci stò!!

ravasio.jpgMolti di voi avranno sentito quanto accaduto domenica allo stadio Olimpico di Torino. Per chi non lo sapesse un “tifoso” juventino, tale Nicola Ravasio di Bergamo, ha lanciato un petardo in campo ed è stato fermato, processato e condannato a 1 anno e mezzo di carcere (pena sospesa con la condizionale) e 3 anni senza stadio.

Della vicenda mi hanno dato fastidio due cose:
a) che NON sia stato evidenziato l’alto senso civico per una volta dimostrato dai tifosi (e non lo dico perchè juventino come loro) che hanno immediatamente isolato ed indicato agli steward il colpevole in un luogo, la curva, notoriamente regno di omertà e cameratismo;
b) che il Tg5 dedichi un servizio al ragazzo in cui lo stesso si “lamenta di essere stato malmenato pubblicamente da alcuni altri tifosi“, fatto che personalmente NON ritengo così diseducativo visto che non si è trattato di un pestaggio.
E’ uscita anche un’intervista del padre del ragazzo che, in piena linea con i comportamenti di gran parte dei genitori d’oggi, anzichè analizzare il fatto e farsi un mea-culpa lo difende e riesce persino a dichiarare “Va allo stadio ogni 2-3 anni, non era nè ubriaco nè drogato. È più violento chi gli ha dato uno schiaffo“.

Tengo a precisare ai Sigg. Ravasio, padre e figlio, perchè a questo punto credo vadano eruditi entrambi, che per le società di calcio vale la responsabilità oggettiva che prevede “multe e squalifiche per le società i cui tifosi compiano gesti non consoni al tifo“. Pertanto (da tifoso) anch’io mi sarei incazzato con un deficiente che rischia di fare squalificare il campo della mia squadra per cosa? per lanciare un petardo… Avevo 8-10 anni quando gioivo per il lancio di un petardo, non 27!! Invece di difendere mio figlio rifletterei e non poco sui suoi “parametri” di divertimento.

Inoltre, anche se questa può sembrare un po’ giustizia da ‘Far-West’, vi confesso che non mi dispiacerebbe fosse un segnale di risveglio di una certa sensibilità civile delle persone che porti, magari, a rincorrere uno che effettua uno scippo o una rapina per strada (anzichè girarsi dall’altra e far finta di non aver visto). Chiaramente non una giustizia fai-da-te tipo legge del taglione ma un coadiuvare le forze dell’ordine.

Forse è un sogno ma… perchè non crederci?

 

BASTARDI ! ! !

Da un paio di giorni la notizia che monopolizza tv, giornali e, credo, blog è quella sugli episodi di Catania. Io non me la sento di aggiungere parole a quanto già detto e ridetto in questi giorni. Rispolvero solo una vecchia mail che rispecchia molto bene cosa dovrebbe essere il calcio e come la penso su “coloro” di cui tanto (troppo a mio avviso!) si parla in queste ore. Io ero uno di quelli che …

Noi che finivamo in fretta i compiti per andare a giocare a pallone sotto casa
Noi che ogni goal subito cambiava il portiere Noi che “segnare da oltre centro campo vale? vale… vale tutto!”
Noi che quando si facevano le squadre, se venivamo scelti per primi ci sentivamo i più bravi i più importanti
Noi che l’ultimo che veniva scelto era sicuramente destinato ad andare in porta
Noi che chi arriva prima a dieci ha vinto
Noi che mentre facevamo finta di non sentire il richiamo della mamma quando incombevano le tenebre, c’era sempre qualcuno che diceva: “chi segna l’ultimo vince” anche se il punteggio in quel momento era 32 a 1
Noi che abbiamo vissuto con terrore l’epoca delle “Espadrillas” con le quali non si poteva giocare a pallone
Noi che poi giocavamo anche scalzi
Noi che il pallone di cuoio sapevamo come era fatto perchè lo vedevamo in Tv esclusivamente ad esagoni bianchi e neri
Noi che o il SUPER TELE, o l’ELITE, o il TANGO DIRCEU se andava di lusso nei giorni di festa
Noi che non potevamo sederci sul pallone altrimenti diventava ovale
Noi che il proprietario del pallone giocava sempre anche se era una schiappa e non andava bene nemmeno in porta
Noi che anche senza la traversa non avevamo bisogno della moviola per capire se era goal. “O è goal o è rigore” metteva sempre tutti d’accordo
Noi che al terzo corner è rigore
Noi che “siete dispari posso giocare?” – “eh non lo so, il pallone non è il mio”
Noi che “mi fate entrare?” – “si basta che ne trovi un altro altrimenti siamo dispari”
Noi che riconoscevamo i calciatori anche se sulla maglietta non c’era scritto il nome
Noi che il n.1 era il portiere, il n.2 ed il n.3 i terzini, il n.4 il mediano di spinta, il n.5 lo stopper, il n.6 il libero, il n.7 l’ala destra, il n.8 una mezzala, il n.9 il centravanti, il n.10 la mezzala con la fascia di capitano perchè era inevitabilmente il più bravo, il n.11 l’ala sinistra possibilmente mancina
Noi che gli stranieri al massimo 2 per squadra e li conoscevamo tutti
Noi che dormivamo con le figurine Panini sotto il cuscino
Noi che il calcio in TV lo guardavamo solo la Domenica e il Mercoledì
Noi che la Domenica alle 19 vedevamo un tempo di una partita di calcio commentato da Nando Martellini
Noi che certe squadre dovevano cambiare maglia perchè con la TV in bianco e nero potevano confondersi (il mio era Philips)
Noi che vivevamo in attesa di 90° minuto e ci sentivamo protetti dalle figure paterne di Paolo Valenti, Pasini da Bologna, Tonino Carino da Ascoli, Strippoli da Bari
Noi che “la Stock di Trieste è lieta di presentarvi”…papapà ….papapà …papapapapaaaaa…paparap
Noi che Enrico Ameri dal campo principale e Sandro Ciotti dal secondo e Roberto Bortoluzzi dallo studio
Noi che ci ricordiamo i festeggiamenti del n.1000 della Domenica Sportiva
Noi che alla DS potevamo vedere i servizi della serie A, i goal della serie B, il Gran Premio, e un po’ di Tennis.
Noi che Galeazzi l’abbiamo visto magro
Noi che andavamo dall’amica del cuore di quella che ci piaceva e le chiedevamo: “dici a Mery se si vuole mettere con me?” il giorno dopo torna e la risposta era sempre la stessa: “Ha detto che ci deve pensare”
Noi che Mery ci sta ancora pensando!
Noi che agli appuntamenti c’eravamo sempre tutti e puntuali, anche senza telefonini
Noi che oggi viviamo lontani, ma quando usciamo di casa e giriamo l’angolo speriamo sempre di incontrarci con il pallone in una busta di plastica
Noi che se incontriamo per strada Biscardi vorremmo investirlo
Noi che tutto questo ce lo siamo visti rubare da quattro teppisti da strada e a loro diciamo
BASTARDI!

[tags]Attualità, Sport, Calcio[/tags]

Non sempre è reato picchiare la moglie

Non sempre è reato picchiare la moglie se la lite tra i coniugi nasce da una discussione per questioni religiose.

Con una sentenza la Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro l’assoluzione di un uomo che aveva avuto ripetuti diverbi con la moglie, testimone di Geova, in merito all’educazione dei figli. In particolare secondo la Corte i provati episodi di percosse da parte dell’uomo non erano riconducibili a un’unica intenzione criminosa di ledere sistematicamente l’integrità fisica e morale della congiunta al fine di avvilirla e di sopraffarla, ma erano espressioni reattive a una situazione di reciproche malversazioni e di disagio familiare, il che escludeva la sussistenza del dolo di maltrattamenti.

Link alla notizia

Mai avrei pensato di dover postare una notizia del genere, semmai l’avrei “immaginata” nella categoria ‘Notizie buffe, strane ma vere’ e invece… bè, da grande, colorato, bizzarro Paese quale siamo, abbiamo partorito anche questa chicca giuridica. Non male in un periodo in cui si cerca o almeno si dovrebbe farlo, di sradicare la violenza, il bullismo, etc.

Una sentenza di questo tipo mi sembra veramente in linea con il sentimento comune, complimenti!

 

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