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Tuteliamo i tonni, rompiamo le scatole ai produttori!

Visto che flora e fauna marina, ultimamente più che mai, sono minacciate dall’operato e dalla noncuranza con cui l’uomo insegue il mero profitto in barba alle elementari regole di rispetto dell’ambiente oggi ho deciso di fare un po’ di pubblicità progresso. Per chi ancora non la conoscesse, vi presento l’iniziativa di Greenpeace dal titolo

Si può leggere nel report dal titolo ‘Tonno in trappola’ ed è bene sapere che:

Il tonno in scatola è la conserva ittica più venduta sul mercato mondiale, con un volume d’affari che si aggira intorno ai 19,3 miliardi di euro l’anno, ma ben pochi europei considera l’impatto consumatori sanno cosa davvero si nasconde nelle scatolette.
Le campagne pubblicitarie cercano di far apparire la pesca al tonno come una importante da considerare pittoresca industria artigianale, ma in realtà le flotte che pescano il tonno sono tra le più industrializzate al mondo, e sono responsabili di gravi impatti sugli oceani. Questo tipo di pesca minaccia da un alto le risorse da cui dipende, sovrasfruttando gli stock di tonno e catturandone esemplari giovanili, e dall’altro l’intero ecosistema marino. Il tonno è solitamente pescato con metodi che causano ogni anno la morte di migliaia di squali e tartarughe marine, tra cui specie minacciate d’estinzione. A soffrirne purtroppo non è solo l’ambiente ma anche le popolazioni costiere i cui mari in cambio solo di una piccola parte dei guadagni, vengono depredati da flotte straniere e dal fenomeno sempre più diffuso della pesca illegale.
L’Italia è uno dei più importanti mercati europei per il tonno in scatola, con un consumo annuo che supera le 140.000 tonnellate, e il secondo più grande produttore in Europa, con una produzione che nel 2006 arrivava a 85.000 tonnellate di scatolette per un fatturato di circa 500 milioni di euro3. Distributori e produttori di tonno in scatola nel nostro paese hanno la responsabilità di confrontarsi con gli impatti causati dalla pesca al tonno da cui il loro business dipende….

[download l’intero report]

Grazie all’opera di sensibilizzazione posta in atto da Greenpeace qualcosa è stato fatto anche se la strada per avere sul mercato un prodotto totalmente sostenibile è ancora lunga.

Per chi fosse interessato a saperne di più  qui c’è la possibilità di consultare la ‘Classifica rompiscatole’ in cui vengono analizzati e periodicamente aggiornati i dati dei maggiori produttori e distributori di tonno. Così, magari, quando la prossima volta saremo davanti ad uno scaffale e staremo per acquistare una scatoletta di tonno ne sapremo qualcosa di più e potremo fare le giuste scelte.



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18 Commenti a “Tuteliamo i tonni, rompiamo le scatole ai produttori!”

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