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Vajont, 9 ottobre 1963
Inserito il 9 ottobre 2006 alle 19:40Dovevo ancora nascere ma avendo vissuto a Trieste la gioventù ebbi modo di andarci, di sentire e di sapere. Le statistiche parlano di 1909 morti ma forse, più di questo, quello che negli anni è emerso è stata l’impotenza della gente comune di fronte a quello che molti chiamavano “progresso”. Si sapeva dei pericoli ma si è voluto ignorarli. Per anni s’è parlato di “sciagura”; poi pian piano si è scoperto tutto (o quasi) e nel febbraio del 1997 si è concluso il processo. Occorre ringraziare l’operato di chi negli anni ha cercato non senza difficoltà la verità con tenacia e contro i cosidetti “poteri forti”. Per questa e per molte altri stragi impute in Italia vorrei prendere in prestito le parole di Marco Paolini, che parlando dell’importanza del ricordo disse:
…non è vero che nessuna storia ha una faccia dietro.
E’ solo la svista di un attimo, la logica dell’informazione
e tutto il resto.
Ma poi, con pazienza e con calma,
a saperle cercare escono le facce
solo che servono facce pulite come le nostre
che le vadano cercare.
Non dimentichiamoli! …
… per non dimenticare
Technorati Tags: italia, stragi, anniversari, marco paolini



































ciao claudio..come vedi mi sn registrata…. e ti ho seguita nn tanto per amore ma + x curiosit? …continuo a pensare ke il tuo blog sia veramente simpatico e gli interventi sempre molto interessanti…ciao!
Ciao Claudio
bhè che dire io in vajont
ci sono stata prima del 97
ho visto la spianata se si può
chiamare così
ho visto la diga
ho visto dove dovevano essere i paesi
oddio ancora oggi se chiudo gli occhi
rivedo tutto
i nomi dei morti ecc ecc
e mi chiedo MA PERCHèèèèèè
PERCHè L’UOMO ARRIVA A QUESTOOOOOOOO
E PER COSA
va bhè ti abbraccio anche io
e auguro a tutti che non accada più
che noi che i nostri figli non debbano più soffrire e sbagliare così
ciao da rosarossa
ps.s per la bomba atomica NO COMMENT ANCHE PER ME
Quante storie come questa dovremo ancora leggere, credo tante perchè l’uomo è sempre più debole al dio denaro…
Se si costruisse con più responsabilit? , se si commerciasse senza troppo voler arricchirsi, se…… se…… se……
e pensare che la diga è li….
che fa bella mostra di se…..
sembra quasi una beffa nel dolore di chi ha perso tutto x una infrastruttura perfetta nell’imperfezione dell’uomo…..
Bravo chit…ricordiamo almeno noi, visto che i media pare se ne siano dimenticati…
un abbraccio!
Ciao Claudio, pure io non ero ancora nata, ma conosco bene la storia, un po’ xkè ha lavorato x diversi mesi mio zio prima della frana e un po’ xkè raccontata dai miei genitori, per non parlare poi del monologo di Paolini e del film.
L’altr’anno ebbi proprio modo di andare a visitare x la prima volta (con mio zio) il posto. E’ impressionante, praticamente la frana ha formato una seconda montagna…ora a distanza di anni ci sono pure cresciuti i pini e le varie piante. Non ho avuto modo però di visitare il cimitero perchè, se non ricordo male in restauro.
p.s. da perfetta ignorante non ho capito il precedente tuo post quello sui blog…….
Ti auguro una buona giornata.
Un abbraccio
Silvia.
[riporto quanto postato nel tuo spaces]
…spero di si altrimenti
? Ciao ciao
l’intervento sui blog segnalava un sito (BOTABLOG.COM) nel quale è possibile segnarsi fino a 25 indirizzi di blog e ricevere in automatico una email ogni qualvolta viene inserito un nuovo post … chiarito un po’ di più?!
chiedi pure
e come sempre leggendo ciò che scrivi…l’unica cosa da fare riflettere..!!!
buona giornata un grande abbraccio pat!
(grazie x le parole nel mio blog)
una bella tragedia v? ….
In ogni caso il collegamento non mi si apre….
Aloha
Ritenta sarai più fortunato
Sono stata da quelle parti per lavoro anni fa e furono proprio le persone del luogo a raccontarmi la vicenda di cui non conoscevo la storia…
Che dire?
Uno dei tanti pasticci economico/politici dell’Italia e forse non solo di quella…
Un abbraccio e buona giornata…
Paola
PS sono appena arrivata nella nuova casa e gi? mi sento “stretta”… è grave???
“Costruiamo il futuro dei nostri figli, senza dimentacare il passato dei nostri padri”